È arrivato il momento dei saluti per Paul-José M’Poku, centrocampista offensivo belga-congolese che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo all’età di 33 anni. L’annuncio del ritiro dal calcio è arrivato attraverso un video pubblicato sui social, con cui il giocatore ha ringraziato tifosi, compagni di squadra e club che lo hanno accompagnato lungo il suo percorso professionale: lo riferisce il portale ClimaPartita.
Si chiude così una carriera lunga e ricca di esperienze internazionali. M’Poku lascia il calcio giocato dopo aver disputato oltre 450 partite ufficiali, impreziosite da 75 gol e 58 assist, numeri che testimoniano l’impatto del fantasista nel corso degli anni.
Il trequartista, dotato di grande tecnica e visione di gioco, è stato per molto tempo un punto di riferimento per le squadre in cui ha militato, distinguendosi per personalità e qualità offensive.
Una carriera tra Europa, Asia e Medio Oriente
Nato a Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) il 19 aprile 1992, M’Poku è cresciuto calcisticamente in Belgio prima di intraprendere una carriera itinerante tra diversi campionati. Dopo le prime esperienze giovanili e il passaggio al Tottenham, il giocatore si è messo in luce soprattutto con lo Standard Liegi, club con cui ha conquistato anche la Coppa del Belgio nel 2018.
Nel corso della carriera ha vestito anche maglie importanti in vari campionati, tra cui quelle di Cagliari (16 presenze e 3 reti nel 2015), Chievo Verona, Panathinaikos, Konyaspor e Incheon United, oltre a esperienze negli Emirati e in Arabia Saudita.
Un percorso internazionale che lo ha portato a confrontarsi con realtà calcistiche molto diverse, mantenendo sempre il ruolo di giocatore creativo e imprevedibile.
Il legame con la Nazionale e il futuro
Sul piano internazionale, M’Poku ha rappresentato la Nazionale maggiore della Repubblica Democratica del Congo, collezionando 22 presenze e 6 gol dopo aver giocato in precedenza nelle selezioni giovanili del Belgio, fino all’Under 21.
Con il ritiro si chiude dunque il capitolo da calciatore, ma resta aperta la domanda sul suo futuro. Considerata la grande esperienza accumulata tra Europa, Asia e Africa, non è escluso che M’Poku possa intraprendere una carriera da allenatore, dirigente o talent scout.
Per ora resta l’eredità di un giocatore elegante e tecnico, capace di lasciare il segno in diversi campionati e di costruire una carriera lunga e internazionale nel mondo del calcio professionistico. La sua ultima squadra di club resterà dunque l’Al-Batin, in Arabia Saudita.
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ah perchè giocava ancora?
Poca roba
A Cagliari ha giocato mpoku
Era un buon giocatore, purtroppo era una squadra scarsa e non poté esprimersi al meglio
Ottimo giocatore secondo il mio parere arrivato però in un momento sbagliato,
Ben fatto ( anche se con 12 anni di ritardo)
ma chini è custu crucculeu?
Un trequartista di grande tecnica e visione di gioco come dice giustamente l’articolo, ma arrivò a Cagliari nel mercato invernale “di riparazione” nel primo anno di Giulini, ma non c’era una rosa adeguata e più di quello che ha fatto non poteva fare, ci furono anche tre cambi di allenatore, la retrocessione fu inevitabile, ma sicuramente non addebitabile a M’Poku.
La retrocessione fu fortemente voluta e trovata. Se non hai liquidità per fare una squadra per restare in A, tanto vale usare il paracadute (12 anni consecutivi di serie A buttali via) e ricominciare coi soldi di pantalone
Non era male, così come El Kabir.. Peccato quella sega di Longo in attacco e Farias poco finalizzatore
Aveva mai iniziato?