Bolzan, dal ritiro estivo con il Cagliari all’anonimato in Albania

L'ex Primavera del Cagliari Alessandro Bolzan sta vivendo in Albania un difficoltoso approccio con il calcio dei "grandi", guidato da Moriero al Flamurtari.

L’ex attaccante della Primavera rossoblù Alessandro Bolzan, che la scorsa estate aveva preso parte all’ultima fase del ritiro precampionato agli ordini di Fabio Pisacane, è stato ceduto a titolo definitivo nell’agosto scorso al Flamurtari, club che milita nella massima serie del campionato albanese. Una scelta che segna un nuovo capitolo nella carriera del giovane calciatore originario di Montevarchi, chiamato ora a rilanciarsi in un contesto diverso rispetto a quello italiano.

Una vecchia conoscenza rossoblù in panchina

Il Flamurtari è guidato in panchina da Francesco Moriero, nome ben noto ai tifosi del Cagliari, che lo ricordano come uno dei protagonisti di stagioni significative in rossoblù. Proprio sotto la gestione di Moriero, subentrato alla guida tecnica della squadra nel mese di ottobre, Bolzan ha trovato le uniche due presenze da titolare della sua stagione. Un dato che racconta molto del percorso recente dell’attaccante, segnato da difficoltà e da un utilizzo estremamente limitato.

Ultima convocazione a inizio novembre

La stagione non è stata infatti particolarmente positiva per Bolzan. Dopo le iniziali aspettative legate al suo inserimento in prima squadra, lo spazio si è progressivamente ridotto, fino a scomparire del tutto. L’ultima convocazione risale al 3 novembre, in occasione della gara contro l’Elbasani. Da quel momento in avanti, il suo nome non è più comparso tra quelli a disposizione, aprendo di fatto la strada a una collocazione ai margini. Il trasferimento al Flamurtari avrebbe dovuto rappresentare dunque una nuova opportunità, ma anche la conferma di un percorso che non ha trovato continuità nel calcio italiano. Bolzan è uno dei tanti esempi di calciatori che, pur avendo completato il ciclo del settore giovanile, faticano a imporsi nel passaggio dalla Primavera al calcio dei “grandi”. Un passaggio delicato, spesso sottovalutato, che richiede tempi, occasioni e contesti favorevoli.

Un caso emblematico

Dal punto di vista anagrafico, il tempo inizia a diventare un fattore determinante. Bolzan compirà 21 anni il prossimo 24 febbraio, un’età che nel calcio moderno viene spesso considerata già avanzata per un esordio stabile in prima squadra. In molti casi, infatti, i club di Serie A e Serie B puntano su profili ancora più giovani o su calciatori che hanno già accumulato esperienze significative tra i professionisti. La sua storia si inserisce in un quadro più ampio, che riguarda numerosi ex talenti dei vivai italiani. Il salto dalla Primavera alla prima squadra resta uno degli scogli più difficili da superare, soprattutto per chi non riesce a trovare immediatamente spazio o viene inserito in contesti competitivi senza un percorso graduale. In assenza di minuti e fiducia, il rischio di finire ai margini diventa concreto, come dimostrato dal recente passato dell’attaccante.

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8 Commenti
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8 mesi fa

GNxNnSYKKDaKQcndB

Osservatore
8 mesi fa

Brutta bestia, l’ignoranza.

Commento da Facebook
8 mesi fa

Vinciguerra idem 😔

Claudio S.(Claud)
8 mesi fa

Si pretende troppo dai giovani. A meno che non si trattano di fenomeni, devono fare la gavetta. La serie A non è per tutti, ci vuole anche mestiere e non solo apprendisti calciatori.

San
8 mesi fa

Purtroppo Bolzan è stato consigliato male.
Avrebbe dovuto rimanere ancora in primavera un altro anno anche come fuori quota.
Quello che non capiscono i neofiti del calcio è che i giovani scendendo dì categoria non possono maturare.
E inoltre giocando in campionati esteri non conoscendo le caratteristiche si rischia di bruciarsi la carriera.

Il cugino di campagna
8 mesi fa

Che notiziona! pur di non parlare dell’ennesimo raccapricciante e imbarazzante mercato di riparazione del Cagliari tocca inventarsi qualcosa che non interessa a nessuno.

Claudio S.(Claud)
8 mesi fa

Cosa possiamo aspettarci. I nomi che si fanno sono utili per una rotazione nelle scelte di Pisacane senza alzare il livello. Ci sarà da soffrire fino alla fine.

Franco
8 mesi fa

Ha ragione da vendere invece

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