CalcioCasteddu dedica un proprio spazio a pareri autorevoli, legati ai colori rossoblù, per analizzare la stagione 2024-25 appena terminata. La prima puntata vede protagonista Stefano Arrica, figlio del leggendario e compianto Andrea, appassionato testimone delle vicende del Cagliari. Buona lettura.
Obiettivo raggiunto
“Il campionato disputato dal Cagliari ha vissuto tra alti e bassi. Evidentemente, la squadra aveva come obiettivo quello della salvezza: un po’ nel solco degli ultimi anni. Si sperava però che la salvezza arrivasse in un modo più tranquillo, invece siamo passati attraverso le forche caudine di una marcia a rilento, con partite vinte in maniera quasi insperata e altre che sarebbero state da vincere ma non sono state portate a casa“.
Nicola e la rosa
“Una squadra con diversi giocatori in prestito, tra l’altro secondo me tutti rivelatisi buoni. Piccoli e Caprile in primis. Ma pure Adopo, elemento decisamente valido. Nicola ha dimostrato di essere un allenatore quadrato, solido, preparato. Però avrebbe dovuto poter contare su giocatori all’altezza della situazione: diversi di loro, a mio parere, non sono da Serie A. Il tecnico ha sempre avuto davanti il lavoro settimanale della rosa e solo lui, ovviamente in maniera più competente di chi osserva da fuori, ha avuto il polso della situazione su chi schierare. L’Italia, è risaputo, è un Paese di allenatori“.
Auspicio
“Spero che il prossimo anno ci siano dei progetti un pochino più ambiziosi attorno al Cagliari, perché si potrebbe ambire a qualcosa di più. È altrettanto vero che però ormai in Serie A le proprietà sono cambiate, sono composte da capitali e non ci sono più davvero le famiglie. Oppure gli imprenditori, come ad esempio Tommaso Giulini. Oggi il calcio è diventato molto complicato, è cambiato in tutto e per tutto: lo si vede dai risultati di molte squadre che sono finite addirittura in terza serie come Sampdoria o Brescia. Realtà dove le proprietà passate avevano fatto bene. Va anche detto che, pure in presenza di una buona disponibilità economica, non è detto che venga usata nel modo migliore“.
Il tifo, valore da preservare e curare
“L’augurio più grande che si possa fare al Cagliari è che il prossimo anno possa disputare un campionato più esaltante. Il pubblico lo merita, lo stadio non ha una grande capienza però è sempre pieno e rappresenta un valore aggiunto enorme. Un pubblico, quello rossoblù, che ha tifato dall’inizio alla fine del campionato riuscendo a stare sempre vicino alla squadra, sobbarcandosi pure delle trasferte non scontate ed economicamente costose, con il mare che da questo punto di vista ci penalizza“.
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Quanto ci è costato quello scudetto ogni cosa a il suo prezzo
Giulini non all’altezza !!!!!!!!
Da anni
Sante parole Arrica. Finalmente sento dire pubblicamente quello che tutti pensano e che dicono tra gli amici per strada o a casa ma mai negli ambienti che contano. la verità e la critica non è ammessa. In molti ambienti. Si arriva a sentire commenti sportivi deliranti, talmente falsi da essere provocatori. anni fa ricordo allenatori e presidenti che per molto molto e ancora moltissimo meno del non calcio e dei modestissimi e umilianti risultati ci hanno condannato, andavano in sala stampa e chiedevo scusa ai tifosi. Ormai invece tutti ligi e piegati alla linea dell’editore narrano partite e commentano giocate… Leggi il resto »
Il futuro del Cagliari deve necessariamente essere la serie A nonostante lo stadio da dilettanti; pensare quando eravamo sessantamila dovrebbe far riflettere le varie amministrazioni locali sull’ importanza che il calcio riveste da queste parti, e prendere finalmente una decisione per un nuovo impianto da almeno trentamila posti.
Serve un nuovo presidente
Condivido pienamente le parole di Stefano , avrei Confermato mister Nicola .
a chiacchiere son bravi tutti, in sardo si dice ( cun su culu deis atrus tuttus funti melus)
Condivido completamente quanto detto da Stefano Arrica, uomo di sport e sicuramente profondo conoscitore del calcio e della piazza cagliaritana. Aggiungerei che, il fatto che Nicola non abbia valorizzato la rosa del Cagliari, mi pare un pretesto, visto che, con il suo gioco, ha fatto crescere (anche come valore) numerosi giocatori (vedi Caprile, Piccoli, Augello, Zortea, Adopo, e lo stesso Mina che non ha patito i crampi a fine partita dello scorso anno).
E’ gia’ buono stare in serie A…