Dieci gol subiti nelle ultime tre partite giocate con Sestri Levante, Rimini e Perugia. L’ultimo posto certifica tutte le difficoltà che l’Olbia ha avuto in stagione. Nata con il progetto Leandro Greco che non ha mai dato l’impressione di decollare, eccetto le due vittorie di fila a inizio stagione. Dal primo ko nel derby con la Torres sono emerse fuori le difficoltà. A novembre neanche il cambio di proprietà con l’arrivo della Swiss Pro, ha cambiato le cose così come gli arrivi dal mercato di gennaio. Greco viene esonerato e ingaggiato Marco Gaburro. Ma dopo dopo la scossa della prima vittoria (che spesso si ha con il nuovo tecnico) tutto si fa pesante. Mercoledì scorso, nel recupero perso 5-0 a Rimini, salta anche Gaburro e la squadra viene affidata a Oberdan Biagioni, che fino a quel momento ha guidato la Primavera.
Ieri a Perugia i bianchi non sono partiti male. Anzi hanno cercato di fare la loro partita. Però, ancora una volta, subito il gol la squadra si blocca e va in panne. Una manna per gli avversari. Per esempio, dopo il vantaggio col Sestri Levante i galluresi non hanno saputo chiudere il match e la doppietta ligure è stata una conseguenza. Ora la classifica è chiara. La sconfitta di ieri a Perugia vuol dire ultimo posto in solitaria. Perchè la Fermana (sei punti nelle ultime due gare con Mosconi in panchina) vincendo in casa della Torres ha allungato sull’Olbia, che resta con soli 25 punti in classifica, con appena 6 vittorie, 7 pareggi e bn 22 sconfitte. A tre partite dalla fine della stagione, il destino con la retrocessione in Serie D sembra segnato. E i play-out, unica meta raggiungibile, sempre più lontani. Per analizzare le colpe ci sarà tempo. Ma una cosa è certa: anche le frizioni tra Swss Pro e l’ex presidente Marino hanno inciso abbastanza sulla situazione.


