“Cinque anni senza Gigi Radice. Impossibile dimenticarlo”. Inizia con queste parole la lettera aperta che Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ha dedicato a Luigi Radice. Lo storico allenatore, scomparso nel 2018 proprio nella città brianzola dove è un’icona, ha lasciato un grande ricordo in tante piazze italiane. Il suo nome si è brevemente legato anche al Cagliari nella stagione ’74/’75 e nel 1993.
Galliani ha ripercorso la carriera del tecnico, dagli albori al Monza passando per lo scudetto con il Torino, per finire di nuovo al Monza dove ha chiuso la carriera nel 1997.
Su ForzaMonza.it la lettera integrale di Adriano Galliani che ricorda Gigi Radice.
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Nella stagione 1974/75 Radice subbentro a Beppe Chiappella ottenendo una brillante salvezza e concludendo al 10 posto. Con lui allenatore il Torino vinse il suo ultimo scudetto applicando il gioco olandese che andava di moda in quelli anni 70. Era una squadra fortissima con Castellini, Ferrini, Claudio Sala, Zaccarelli e i gemelli del goal Graziani, Pulici.
Ricordo che nel 74/75 ci salvarono Radice, i gol di Gori e le parate di William Vecchi. Una precisazione: Ferrini già non giocava più con il Torino 75/76.
Su Ferrini giusta osservazione. In quell’anno ricopriva il ruolo di vice Radice. Morì a soli 37 anni a causa di doppia e emorragia cerebrale. Dopo di lui Patrizio Sala ricoprì il ruolo di mediano.
Un grandissimo mediano, se non sbaglio anche campione d’Europa con la Nazionale
Disputò la prima delle due finali contro la Jugoslavia finita in pareggio, poi vinta per 2 a 0 nella ripetizione.
Era l’anticamera della triste retrocessione dell’anno dopo. Ricordo ancora le urla di dolore della nostra Leggenda in un S.Elia silenzioso e spettrale contro il Milan nella partita maledetta in cui si procurò lo strappo muscolare. Da li in poi caduta libera….
Già…. Purtroppo penso che saremmo retrocessi anche con Riva in campo, anche se “Rombo di tuono” aveva ripreso a segnare con una discreta frequenza (6 goal in 15 presenze tanto che Bearzot aveva fatto più di un pensierino per riportarlo in Nazionale per il Bicentenario dell’Indipendenza americana). La squadra aveva troppi limiti, con alcuni campioni ormai al termine e qualcuno troppo acerbo… Poi secondo me scegliere Suarez come allenatore non fu un’idea giusta. E’ ancora viva in me l’amarezza e la tristezza per quella retrocessione (avevo 12 anni). L’anno successivo dovetti accontentarmi di vedere le immagini delle partite della mia… Leggi il resto »