Per Gigi Riva sono stati prodotti fiumi di inchiostro su carta. Il personaggio in toto, da simbolo di un determinato periodo storico non solo del calcio ma del nostro Paese, ha sempre attirato ammirazione, rispetto. E decenni dopo le sue gesta sul prato verde nessuno ha minimamente riposto nel dimenticatoio questo lombardo di nascita ma di sangue sardo: quindi, c’è da andare oltre. L’affetto nei suoi confronti non conosce confini. Chi vi scrive vuole uscire fuori dagli schemi e raccontare una breve storia personale, che 7 anni fa vide protagonisti il campionissimo e un giovane cronista alle prime armi. Che del Mito si era cibato leggendo ogni cosa possibile ed immaginabile.
Da ragazzino, avevo sempre avuto il timore di salutarlo. Lo incrociavo spesso nelle vicinanze dei portici di via Roma: in seguito avrei scoperto la presenza del suo ristorante preferito lì vicino. Beh… Mi ghiacciavo, non trovavo mai il coraggio di fermarlo (che per me voleva dire disturbare) finché un giorno fece lui il primo passo. Notò la mia goffa ammirazione, si fermò e mi guardò sorridente: “Ciao!“. Risposi con il “buonasera” più timido mai pronunciato. Che emozione! Lui riprese la sua camminata, con la sigaretta tra le labbra e l’impermeabile che me lo dipinse maestoso.
Poi, arriviamo a 7 anni fa. Rievoco il post che scrissi su Facebook per condividere una bellissima esperienza, che mi appagò completamente.
Un sogno da sportivo testardo, di chi desidera la ciliegina su un lavoro fatto con passione.
La ciliegina è Lui, il Mito.
Mi apposto fuori dal ristorante dove è solito cenare. C’è un vento gelido, ragazzini che si aggirano con fare losco e mi guardano con sospetto. Alle 23 Lui esce per una sigaretta, si siede su un gradino e prendo il coraggio per avvicinarmi. Inginocchiandomi per guardarlo negli occhi e parlargli a voce bassa ma chiara, mi presento con la paura di disturbare.
Ahimè, mi nega la ciliegina desiderata:
“Se parlo con te, farò arrabbiare chi è venuto prima di te. E non sarebbe giusto. Da un po’ di tempo non rilascio più dichiarazioni, abbi pazienza“.
E guardandomi sorridente mi dice:
“Ti ringrazio per avermelo chiesto con educazione e discrezione. Alla prossima, va bene?“.
I suoi occhi brillano come un sorriso dolce, secondi infiniti.
Mi allunga la mano liscia, salutandomi.
Non sono state 3 ore perse o fredde.
Sono felice.
Grazie Mito.
E pazienza se non sono mai riuscito ad intervistarti, quel momento non me lo porterà via nessuno. Buon 79°, campione.



❤️❤️❤️
Rombo di Tuono se giocasse nel calcio di oggi farebbe 50 goal a campionato.
Gigi Riva…un grande!
Rombo di tuono 😀 uno come lui non si è più visto – Grandissimo ⚽️
👍👏👏
Capitano dei capitani
Bello!
Calciatore e uomo esemplare! L’umiltà paga sempre 🍀
ma quanto era bello?
Un Grande Gigi Riva!