Lo slogan coniato all’insediamento dell’attuale gestione societaria è rimasto per anni sulla carta. Ora invece calza alla perfezione
La bellezza per gli occhi, l’emozione per il cuore. Rivedere lo stadio pieno per assistere a una partita del Cagliari (attenzione, del Cagliari, non di qualche big del Nord Italia) è un qualcosa che mancava a queste latitudini da ormai molto tempo. Uno stadio tutto per i rossoblù, tutti a soffiare contro l’avversario di turno, tutti dalla stessa parte. Per anni i contrasti interni non hanno creato nient’altro che disamore, divisione, apatia verso una squadra che di squadra non aveva più nulla. Si sono succeduti tanti bravi allenatori, o almeno lo erano sulla carta. La gestione Giulini ha tentato varie strade per poter ritrovare quell’entusiasmo solo accarezzato nel 2019, in quel primo scorcio di campionato con Maran in panchina. Poi più nulla, il buio totale. Quasi come se un incantesimo fosse calato dalle parti di Sant’Elia. Un incantesimo che sembrava impossibile spezzare, e un percorso costellato da delusioni e sconfitte, con l’epilogo di una retrocessione tanto incredibile quanto meritata.
Succede poi che il presidente Giulini si convinca dell’unica scelta possibile che in quel momento avrebbe potuto riaccendere la classica fiammella della speranza. Un allenatore quasi in età da pensione (ma solo per la carta di identità), fermo da qualche tempo, ma con una voglia matta di rimettersi in gioco, è lì in attesa dell’occasione giusta. Ma non si trattava di uno qualunque. E la sua occasione non era una qualunque. Si trattava di uno che di rinascite se ne intende. Un uomo, prima di essere tecnico, capace di rievocare speranze e certezze allo stesso tempo. Il ritorno a Cagliari di Claudio Ranieri è stato tutto questo: non ci voleva una sfera di cristallo per sapere come sarebbe poi proseguita la stagione, a prescindere dal finale, ancora tutto da scrivere.
Dalle ceneri di una retrocessione e di una stagione incanalata nel peggiore dei modi si è arrivati ad assistere allo spettacolo di ieri sera contro il Parma, in quella che è stata molto più di una semifinale playoff. Da queste parti, sei vittorie consecutive non si vedevano da tempo immemorabile, e se non è un record, poco ci manca. E l’aspetto più bello, in tutto ciò, è che l’aria nuova che si respira è merito di un tecnico dato ormai a riposo, ma che invece sta ancora emozionando e insegnando calcio ogni volta che scende in campo.
Chapeau, Claudio. Comunque vada, il Cagliari ha già vinto. Una terra, un popolo, una squadra. E un allenatore. Sì, ora c’è davvero tutto.



30 fa’come oggi grande persona, grande allenatore
peccato che mancano i calciatori!! peccato che manca una società serie!!
❤💙
Forza Mister portiamo portiamoci la seria A a casa ❤💙
Un”ALLENATORE”serio,intelligente,empitici,MOTIVATORE che è riuscito a far sì che ogni giocatore desse il meglio di se’ per collaborare”In gruppo”per un risultato finale inaspettato STUPENDO♥️♥️
Col nostro Mister abbiamo tutto ❤️💙
Verissimo
Una birraa🍺 manca la Birraa 🍺🍻
Per me abbiamo una squadra Forte per la B e possiamo tranquillamente andare in finale. Partita accorta e tanta corsa e soprattutto non far gioichettare quei due del Parma come al ritorno e come martedì. Vázquez e il polacco. Basta cinturarli e ripartire con luvumbo e lapadula. Abbiamo la finale in Mano.
E NO. NON È FINITA QUI . VOGLIAMO E MERITIAMO LA FINALE . SERIE A SERIE A SERIE A