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Cagliari, gli episodi favorevoli vanno cercati

Il Cagliari blocca la capolista Frosinone: di per sé un risultato di prestigio. Ma sarebbe bastata più convinzione per portare via l’intera posta, il vero tallone d’Achille dei rossoblù

CONFERME. La partita che il Cagliari ha disputato ieri in casa contro il Frosinone ha confermato, una volta di più, che la compagine di Ranieri non è inferiore a nessuno. Lo dice il bilancio abbondantemente positivo sul versante dei risultati – il tecnico romano ha perso una volta sola in 14 partite, 10 risultati utili consecutivi con il solo inciampo di Modena – e ancora di più il fatto che le avversarie, contro i rossoblù, in generale producono poco. Solo 7 i gol incassati nel girone di ritorno: ma pure a livello d’iniziativa, i sardi mantengono regolarmente il predominio.

E allora? Cosa manca a questa squadra per vincere quella sindrome chiamata pareggite e fare uno scatto a 5 partite dalla fine?

CREDERCI. La convinzione. Ecco cosa manca. Perché aggrapparsi a frasi fatte sulla Dea Bendata che potrebbe essere più benevola, una volta tanto, sarebbe ipocrita. Gli episodi favorevoli vanno cercati. Difficile vedere quella “voglia di gol” da parte dei cagliaritani, che sembra abbiano timore di calciare in porta, anche da lontano, forzando a volte la mano – anzi, il piede – e prendendosi qualche rischio in più. Lapadula, povero cristo, non riceve un suggerimento buono. Però a questo si è fatta l’abitudine. Ma se nemmeno si cerca la porta con soluzioni alternative, la vittoria non può che restare una chimera.

BASSA PRODUZIONE. Il guaio muscolare occorso a Mancosu è una notizia spiacevole, ci si augura che senza di lui non si spenga definitivamente la luce in fase offensiva. Falco, schierato ieri sulla stessa linea del 5 rossoblù, si è intestardito a oltranza nell’accentrarsi con i tocchetti mancini senza alcun beneficio; Prelec è acerbo e ha ancora addosso troppa timidezza; Luvumbo ha avuto un impatto ininfluente, a volte incaponendosi in iniziative sterili; Pavoletti viene invocato a gran voce da Ranieri, però evidentemente non sta ancora bene per essere schierato; i centrocampisti (Nández ci ha provato più volte, buon segno) non si azzardano a concludere. Un vero peccato che pure Azzi – l’unico in grado regolarmente di saltare l’uomo – non sfrutti di più il suo ottimo sinistro. Al Cagliari manca uno scatto mentale per diventare da squadra a squadra da battere.

Quanti punti lasciati per strada!

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