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ESCLUSIVA – Bernardini, doppio ex: “Il rammarico di quell’addio”

Doppio ex di Cagliari-Ascoli, Lucio Bernardini risponde in esclusiva ai nostri microfoni in vista della partita di domani

Due squadre sicuramente competitive. Organici di tutto rispetto che hanno esperienza e rappresentano società di tradizione e ambiziose. Il cambio di allenatore, per entrambe, è stato un segnale della società quasi per dire ‘non ci arrendiamo’ dopo le difficoltà incontrate in stagione“.

Ranieri ha riportato entusiasmo e serenità, un ambiente positivo. Tutte le componenti sono state rinvigorite nella ricerca dell’obiettivo, quello di puntare alla risalita. Le difficoltà del campionato cadetto ci sono, è indubbio. L’infortunio di Pavoletti potrebbe pesare, con un punto di riferimento offensivo venuto a mancare al Mister. Problemi in attacco, sì: però per me la squadra c’è e Ranieri non mollerà un centimetro fino all’ultimo. Solo il campo darà l’unica sentenza“.

L’Ascoli negli ultimi match ha fatto dei buoni risultati, Bari a parte. Ha recuperato un maggiore equilibrio e più compattezza. L’arrivo di Breda è stato finora positivo, la squadra sembra abbia ripreso a credere nelle proprie potenzialità. La partita di domani è fondamentale sia per il Cagliari, che per l’Ascoli. Sono divise da pochi punti e mi aspetto una gara molto sentita, combattuta“.

Il Cagliari è atteso a un ciclo di impegni molto complicato. Le condizioni mentali della squadra sono serene, l’ambiente è stato ricreato da Ranieri allo scopo di esprimersi con la giusta determinazione. Il Mister ha fiducia nei suoi giocatori, anche se è necessario concentrarsi partita per partita senza pensare troppo al futuro. I rossoblù proveranno a dare una svolta al proprio campionato: contro le dirette concorrenti non si sfugge dalle reali condizioni di una squadra“.

Cagliari per me significa, calcio a parte, il rapporto stretto della squadra con la gente. La tifoseria rossoblù manifesta ancora grande affetto ai membri di quella squadra, le testimonianze che mi arrivano sono tante. Un’esperienza molto positiva dal punto di vista umano, che porterò dietro per sempre nel cuore“.

L’addio al Cagliari nel 1990 è un grande rammarico. La riconoscenza nel calcio non esiste, bisogna credere sempre e solo in ciò che si fa senza aspettarsi nulla in cambio. La società rossoblù mi ha dato tanto, io ho sempre ripagato con il massimo impegno e il rispetto della maglia. Sento di aver meritato di indossare questi colori anche in Serie A, dopo averla guadagnata sul campo. C’è stato un problema con la dirigenza, non hanno voluto rinnovare il contratto, nonostante l’accordo automatico in caso di promozione. A malincuore ho dovuto cambiare squadra, e questo mi diede tristezza. Andai all’Ascoli“.

In bianconero arrivai in una piazza calda, diversa da quella cagliaritana, più pressante. L’ambiente dello spogliatoio della squadra era differente, perché in Sardegna eravamo tutti ragazzi cresciuti insieme in armonia. Nell’Ascoli c’erano tanti giocatori di spessore come Giordano, Casagrande, Lorieri, Sabato, qualità tecniche importanti. Però la coesione lasciava un po’ a desiderare. Tuttavia siamo riusciti a ottenere la promozione in A“.

Domani mi aspetto un match combattuto, equilibrato. Difficilissimo per entrambe le squadre: il Cagliari dovrà far sua la spinta dei tifosi. I marchigiani fuori casa hanno fatto delle ottime prestazioni nell’ultimo periodo. Ma determinazione, voglia e fame faranno come sempre la differenza“.

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