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Inter-Cagliari: i Migliori e i Peggiori

Scopriamo, attraverso le pagelle compilate dai quotidiani in edicola, i protagonisti positivi e negativi di Inter-Cagliari

I MIGLIORI.

Cragno (7,5, La Gazzetta dello Sport): “Sicuro sempre, miracoloso su Sánchez, provoca il rigore ma lo para a Lautaro. Nella ripresa superlativo su Sánchez e Barella. Evita un massacro di proporzioni disastrose“. / (6,5, La Nuova Sardegna): “Para a Lautaro un rigore nel finale di primo tempo, concesso per un suo fallo. Decisivo su Sánchez a colpo sicuro. Subisce quattro gol ma ne salva almeno altrettanti. Senza le sue parate il punteggio sarebbe stato tennistico“. / (7,5, Il Corriere dello Sport): “È vero che incassa quattro gol, ma potevano essere almeno il doppio senza le sue prodezze, tra cui il rigore respinto a Lautaro“.

Bellanova (5,5, Il Corriere dello Sport): “Contiene Perisic e in avvio completa qualche sgommata“.

Marin (5,5, La Gazzetta dello Sport): “È l’unico che prova sempre a reagire e a ripartire, usando la qualità dei piedi. Otto recuperi, non segue Çalhanoglu che tira e fa il 3-0“.

I PEGGIORI.

Mazzarri (4, La Gazzetta dello Sport): “Attaccare proprio no… E così il piano per non prenderle per la quinta volta di fila fallisce dopo 30 minuti. Impossibile salvarsi senza uno straccio di manovra offensiva e senza idee“. / (4, Il Corriere dello Sport): “Unico merito aver atteso quasi mezz’ora per subire il primo gol. Ma con quell’atteggiamento era solo questione di tempo“.

Dalbert (4, La Gazzetta dello Sport): “Tre passi indietro rispetto alla gara col Toro. Zero discese. Dumfries gli passa davanti come un Frecciarossa, e proprio da un suo pasticcio in recupero nasce l’azione del rigore“. / (4, Il Corriere dello Sport): “Non si fa rimpiangere, anzi… Dumfries gli passa sempre sopra, addirittura abbatte lui e Godín sul rigore. Chiude da mezzala per disperazione…“.

Cáceres (4,5, La Nuova Sardegna): “Dalla sua parte staziona Perisic, i contatti tra i due sono frequenti e sono scintille. Nel secondo tempo la sua porzione di campo diventa terra di conquista“.

Grassi (4,5, La Nuova Sardegna): “Perde la palla nell’azione da cui nasce il rigore. Molle nei contrasti, quando entra in possesso della sfera ci mette un’eternità a liberarsene e finisce con il regalarla agli avversari. La sua partita dura un’ora. Forse anche troppo“.

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