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Almeno 10 punti regalati da situazione di vantaggio: ne bastava la metà per una classifica più tranquilla

I rossoblù hanno gettato al vento la vittoria con Genoa, Lazio, Venezia, Roma e ieri sera contro la Salernitana

Ultimo posto a quota 8 punti, con tante difficoltà che neanche un cambio in panchina a portato a migliorare le cose. Nonostante l’arrivo di Mazzarri (il cui curriculum parla chiaro) il Cagliari non riesce ad abbandonare l’ultimo posto in classifica per sue colpe. Eloquenti, in merito, le parole del tecnico ieri sera, dopo l’1-1 con la Salernitana arrivato per la rimonta subita, non certo la prima in stagione: “Si è dominato la partita dall’inizio alla fine. Difficile spiegare questo pareggio, dopo il gol invece continuare ci siamo fermati, ma sulla prestazione non posso dire nulla. Domani (oggi ndr) parlerò con i ragazzi perché non si può cambiare gestione dopo il vantaggio. Stesso cambio di atteggiamento uguale contro il Venezia. Invece tenere palla ci sale la paura e facciamo degli errori assurdi inspiegabili. Voglio sentire le risposte dei miei giocatori su questo cambio di atteggiamento e vedrò poi cosa c’è da cambiare, non si possono pareggiare partite dominate dall’inizio alla fine”.

TROPPI REGALI AGLI AVVERSARI. Genoa, Lazio, Venezia, Roma e ieri sera contro la Salernitana. La storia di non saper chiudere la partita e vincerla, si ripete troppo in questa stagione. La prima volta è stato contro il Genoa, nell’ultima gara con alla guida Semplici. Un Cagliari avanti 2-0 (reti di João Pedro e Ceppitelli) e rimonta e sorpasso dei liguri con la marcatura di Destro e la doppietta di Fares, il tutto in meno di 20’. In quel momento c’era una squadra a corto di condizione (almeno quella ora c’è) che la partita successiva, la prima con Mazzarri in panchina, si è trovata in vantaggio 2-1 in casa della Lazio subendo il pareggio con Cataldi a 7’ dalla fine. La storia si ripete anche alla Unipol Domus contro il Venezia.

La siglatura di Keita Baldè al 19’ regge fino al 47’ della ripresa, ovvero quando Busio gela tutti impattando l’1-1. Quel match si giocò il primo ottobre scorso. Purtroppo, nell’arco di oltre 40 giorni dopo, la situazione si è ripetuta due volte: una prima contro la Roma (sempre davanti ai propri tifosi) quando avanti al 7’ del secondo tempo con Pavoletti, i giallorossi segnano due volte in poco tempo con Ibanez e Pellegrini. Infine ieri sera: il Cagliari fa la partita, pur tra mille insidie, si porta in vantaggio con Pavoletti dopo 28’ della seconda frazione, ma alla fine (complici gli errori di valutazione di Nández, davvero grave, e di Cragno) Bonazzoli pareggia al 45’.

Troppi gli errori costati 10 punti e il risultato non può che essere l’ultimo posto in classifica. Con 5 punti, l’esatta metà di quegli errori, il Cagliari avrebbe oggi 13 punti. Certamente la salvezza sarebbe sempre tutta da conquistare come ora, ma almeno con qualche certezza in più. L’approfondimento, del sottoscritto porta ad altri spunti di riflessione che combaciano sempre con una certezza che il calcio ha: la controprova non esiste. Un esempio? Eccolo. Prendiamo il caso che il Cagliari avesse battuto il Genoa alla terza giornata e non perso, Semplici non solo dopo quella gara non sarebbe stato esonerato, ma magari sarebbe ancora oggi in panchina. Ma questa è solo una supposizione, come lo è un’altra certezza.

Come scritto in precedenza, il curriculum di Mazzarri è noto a tutti, anche a chi non ha simpatia per l’attuale tecnico dei rossoblù. Che ha dimostrato di far uscire fuori la squadra che allena dalle difficoltà, a partire dall’epica salvezza con la Reggina, passando nel riorganizzare varie situazioni dopo momenti di difficoltà. L’Inter e il Napoli ne sono state la prova, come accaduto al Torino, prima della debacle culminata con l’esonero dopo aver portato la squadra in Europa. Situazione che in casa granata con Cairo alla presidenza, ancora oggi resta lontana per via di compagini più attrezzate, nonostante la bravura innegabile di Juric, allenatore corteggiato (ma senza successo perché in parola con il club granata) in estate.

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