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Nainggolan, sipario: è stato sempre e solo… Radja

Ora è finita davvero. Il rapporto tra il Cagliari e Radja Nainggolan non vivrà un nuovo sequel, come auspicava la tifoseria rossoblù da diverse settimane. Un tormentone che si è ripetuto in passato, stavolta senza il medesimo lieto fine: ora sarà consegnato agli archivi

“La storia del calcio è un triste viaggio dal piacere al dovere. A mano a mano che lo sport si è fatto industria, è andato perdendo la bellezza che nasce dall’allegria di giocare per giocare”.

(Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio)

Radja Nainggolan forse non si è mai approcciato al calcio con la stessa serietà esasperata che vige in Italia attorno al pallone. Fisicità esuberante, carattere sempre pronto a far valere le proprie ragioni, sempre un cuore grande anche fuori dal campo. E ancora le sue micidiali staffilate di destro, i tatuaggi, la cresta ossigenata che ogni tanto faceva capolino e chissà, farà ancora. Ha sempre detto quello che pensava, ha sempre messo la faccia pure in situazioni che lo hanno fatto additare come professionista non esemplare. Però ha il merito di essere stato sé stesso senza filtri, in questo calcio che continua a perdere bellezza. Nainggolan è sempre stato… Radja.

Quella grinta, quell’allegria che Galeano citava nel “giocare per giocare“, forse l’ha un pochino persa per strada negli ultimi mesi. Perché non si venga a raccontare ai tifosi del Cagliari che il Nainggolan visto da gennaio a maggio sia stato lo stesso debordante Ninja del passato, anche quello più recente del primo ritorno in Sardegna. Ma da più parti il suo terzo ritorno in maglia rossoblù, che alla fine non si è concretizzato, veniva visto come tessera fondamentale nel puzzle 2021-22. Uno come lui, seppur non più giovanissimo, avrebbe potuto fare ancora comodo.

Questione di denaro e basta? Qualche centinaia di migliaia di euro a ballare sul tavolo sono affare risolvibile, soprattutto per chi la causa cagliaritana l’ha sposata più volte – pure pubblicamente – e ancora credeva al rinnovo delle promesse. Forse qualcosa si è incrinato con il presidente Giulini? Probabilmente non lo sapremo mai: la dirigenza però sa bene che il centrocampo rossoblù necessita di interventismo deciso, ora più che mai, anche per rianimare un po’ Mister Semplici, apparso leggermente sconfortato nella conferenza stampa pre Coppa Italia di pochi minuti fa. Uno come il belga non è facile da trovare in giro.

Cosa lascia Radja Nainggolan a Cagliari? Di sicuro un attaccamento con rari riscontri negli ultimi decenni da queste parti. Ok, agevolato da coinvolgimenti familiari e personali. Però non certo scontato: avrebbe potuto puntare ad alternative più lucrose e prestigiose. Invece è sempre tornato qui, per amore dei colori rossoblù. Un sentimento pienamente ricambiato da chi credeva ancora ciecamente nella bontà di stare insieme, fino a pochissimo tempo fa. Un tormentone autentico va quindi nel dimenticatoio, insieme a 188 presenze e 14 gol in partite ufficiali nell’arco di sei stagioni e mezza. Salutaci il Belgio del nord e le Fiandre. Buona fortuna, numero 4.

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