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Il calcio appartiene ancora ai tifosi

Il tentativo Super Lega è un campanello d’allarme sulla direzione che sta prendendo lo sport più amato e praticato, a caccia di un modello sostenibile sulla pelle della passione della gente

I più ricchi e potenti club mondiali che si coalizzano foraggiati da una nota banca d’affari per creare una Super Lega calcistica, una competizione privata d’élite a numero chiuso, fuori da Fifa e Uefa. Sembra un film di fantascienza. Anzi, l’ultimo gioco per la PlayStation. E invece è tutto vero, ci hanno provato.

L’obiettivo sarebbe stato gestire direttamente gli incassi di sponsor e diritti televisivi, trattenendo per sé una parte dei guadagni ben superiore alla quota condivisa oggi con la Uefa, per di più eliminando ogni possibilità di restarne fuori per una sconfitta sportiva. Di notte, come i ladri, lo hanno annunciato al mondo a cose fatte. Un colpo di mano con un implicito messaggio: abbiamo deciso, adeguatevi. Lo sport più amato e praticato, travolto da miliardi di debiti, che ha l’arroganza di chiudersi in un mondo dorato riservato a pochi eletti, di lasciar fuori tutti gli altri al solo scopo di triplicare i ricavi, in barba a storia, tradizione, passioni, democrazia, tutto sacrificato sull’altare del business. Il fatturato innalzato a nuovo merito, a cancellare ogni possibilità che un’Atalanta possa far fuori una Juve dalla Champions, che un Perugia punisca sotto il diluvio o un Lecce faccia piangere Roma.

Ormai anche il meno smaliziato dei tifosi sa che la vera partita si gioca sulla ricerca di un modello sostenibile per il calcio, travolto da speculazioni finanziarie, plusvalenze fittizie e bolle speculative. Tutte cose che fanno venire l’itterizia a chi ama il pallone, già provato da mille storture. Il calcio degli avidi, dei padroni del vapore, dei ricchi sulla carta esibisce la sua protervia nei giorni in cui una spaventosa pandemia impoverisce il mondo, tentando il crimine contro i tifosi, contro i sogni e le illusioni di chi cresce costruendo un’identità nella quale riconoscersi indossando una maglia e dei colori. Affaristi, speculatori e miopi. Ci riproveranno.

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