Continua il nostro viaggio sulla storia rossoblù. Con la puntata odierna apriamo il nuovo millennio…con una cocente delusione
La retrocessione della passata stagione ha deluso solo a metĆ Massimo Cellino. SƬ, perchĆ© in compenso la societĆ ĆØ riuscita a “cadere in piedi” sotto l’aspetto finanziario.
Il patron di Sanluri non ha dovuto far altro che aprire il portafogli per vedere ben 12 miliardi entrare dalla cessione di Patrick Mboma al Parma, altrettanti da Fabio Macellari, destinazione Inter, oltre a quindici (6 più 9) arrivati da Jonathan Zebina, accasatosi alla Roma.
Ma lo stesso Cellino non vuole stare a guardare e basta e spende pure qualche soldo per allestire una rosa che possa competere per il vertice della classifica: dal Verona arriva Fabrizio Cammarata per la bella cifra di 13 miliardi, dal Treviso Gianluigi Beghetto (ben sedici goal nella precedente stagione), Giorgio Lucenti, oltre agli esperti Renato Buso, Davide Fontolan ed Angelo Orlando.
Insomma una squadra di tutto rispetto che viene affidata a Gianfranco Bellotto, cultore del 4-4-2 e del gioco passante per le fasce. Cellino, a posteriori, dichiarerĆ di essersi pentito della scelta un minuto dopo avergli fatto siglare il contratto.
LA STAGIONE. L’inizio ĆØ ottimo con 3 vittorie nelle prime 3 partite contro Crotone, Treviso e Pescara e Cammarata sugli scudi. Il problema ĆØ che le prime difficoltĆ si evincono giĆ dalla quarta partita in casa della Salernitana. La squadra ĆØ molle, il costrutto ĆØ poco, la sensazione ĆØ proprio quella che se le fasce vengono chiuse il gioco fatichi a fluire. La classifica non sembra preoccupare in quanto il tasso tecnico della categoria ĆØ veramente basso, ma ben presto sarĆ proprio questo dettaglio che giocherĆ un brutto scherzo a Bellotto. Cellino si stuferĆ ben presto e gli darĆ il benservito chiamando al capezzale del Cagliari Giuseppe Materazzi. Un vero e proprio passaggio dalla padella alla brace: nonostante l’arrivo di un regista di ruolo come lo svizzero Antonio Esposito, la squadra non troverĆ più il passo giusto per attaccare la parte alta della classifica.
EPILOGO E RAMMARICO. Il Cagliari chiuderĆ mestamente all’undicesimo posto con ben diciannove punti di ritardo dal quarto, l’ultimo utile per la promozione in serie A. Un vero peccato considerati i 53 goal realizzati e la batteria offensiva a disposizione. Cammarata deluderĆ con soli 11 reti, superato sul finale dal giovane Suazo con 12. Beghetto, arrivato a furor di popolo per costituire un magico tandem con ‘ex scaligero, ne realizzerĆ soltanto 1.


