La stagione 1984/1985: Amarugi lascia, il Cagliari di Fausto Moi si salva a tavolino

Prosegue il nostro cammino che ci porterà a toccare tutte le tappe più importanti dei cento anni di storia della società di tutta una regione. Dopo tanto tempo, la prima maglia torna a essere quella rossoblù

Il cambio è un vero e proprio sollievo per i tifosi, ma non saranno certo rose e fiori. Tutt’altro. Il Cagliari passa di mano: Alvaro Amarugi, una delle peggiori proprietà della storia rossoblù, cede la società a Fausto Moi che, se possibile, di lì a poco si rivelerà anche peggio del suo predecessore. Cambio della guardia anche in panchina, con Fernando Veneranda nuovo tecnico. I nuovi arrivi in rosa: Chinellato, Conca e D’Alessandro. Torna Marrazzo, e dalla Primavera si aggregano alla Prima squadra Branca, Pani e Pusceddu. Finisce l’esperienza (negativa) di Uribe in rossoblù: il peruviano fa ritorno in patria per le qualificazioni mondiali, ma non metterà più piede in Sardegna, almeno da giocatore. Altra novità: dopo tanti anni, la prima maglia torna a essere rossoblù.

VIA VENERANDA, ARRIVA ULIVIERI. L’avvio di campionato è da incubo: Veneranda infila ben cinque sconfitte consecutive, inevitabile l’esonero. Al suo posto arriva Renzo Ulivieri, e con il mercato autunnale approdano in rossoblù il portiere Sorrentino e l’attaccante De Rosa. Col tecnico toscano si parte bene, grazie alla vittoria al Sant’Elia sul Bari. Le prestazioni di De Rosa, poi, iniziano a far ben sperare: la tripletta contro il Pescara è da far stropicciare gli occhi. Ma anche la vena realizzativa dell’attaccante durerà molto poco, a causa di una pubalgia che lo tormenterà senza sosta. Il ritardo in classifica è di quelli pesanti, e il girone di andata si concluderà a quota 13 punti, al penultimo posto in classifica.

IL GIRONE DI RITORNO. I rossoblù non riescono a dare continuità ai risultati: due vittorie e un pari riportano la squadra fuori dalla zona rossa della graduatoria, ma tre sconfitte di fila la fanno ripiombare all’ultimo posto. Il campionato prosegue sull’altalena delle prestazioni: il Cagliari riesce a conquistare 15 punti in 10 giornate che gli permettono di arrampicarsi addirittura al nono posto di una classifica comunque cortissima, col quartultimo posto a sole due lunghezze di distanza. Le ultime gare non sono certo per deboli di cuore: il terzultimo e il penultimo turno sono in trasferta contro due squadre in lotta per la promozione, Perugia e Lecce, e il Cagliari le perde entrambe. La situazione in classica sembra irrimediabile. Parma e Taranto occupano gli ultimi due posti e sono già matematicamente retrocesse. Poi ci sono Cagliari, Padova, Varese e Catania che cercano di evitare gli altri due biglietti per l’inferno.

L’INCREDIBILE EPILOGO. L’ultima di campionato vede di fronte proprio Cagliari e Catania: chi perde retrocede. In un pomeriggio di fuoco, al Sant’Elia si consuma il dramma sportivo: il risultato finale sarà 0-0, e le porte della Serie C si spalancano davanti alla squadra di Ulivieri. Succede però l’inaspettato: viene accertato un illecito sportivo del Padova, che ha chiuso un punto sopra i rossoblù, sul campo del già retrocesso Taranto. Il verdetto viene ribaltato dal Giudice sportivo: veneti in C, Taranto pesantemente squalificato e Cagliari miracolosamente salvo. Ma i problemi di una rosa troppo fragile, restano tutti.

 

 

Subscribe
Notificami
guest
3 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Una storia lunga più di un secolo: ripercorriamo insieme, link dopo link, tutti i più...

Prosegue il nostro cammino che ci porterà a toccare tutte le tappe più importanti dei...

Altre notizie