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Spal, la macchina del tempo: storia e protagonisti

Il prossimo avversario del Cagliari è una riscoperta piuttosto recente della massima serie: un sodalizio che ha vissuto negli anni Cinquanta e Sessanta il suo momento d’oro

GLI ALBORI. La Spal, acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor, è nata a Ferrara nel 1907 inizialmente come circolo religioso-culturale prima di aprirsi anche allo sport dopo l’idea di un sacerdote salesiano, Pietro Acerbis. La sezione calcistica è in piedi dal 1910. Un secolo fa la squadra era tra le protagoniste della massima serie di allora, la Prima Categoria rinominata in seguito in Prima Divisione. Poi visse un periodo di altalena in cui cadde perfino in terza serie. La svolta nella storia calcistica del sodalizio ferrarese prende corpo dopo il secondo conflitto mondiale, quando diventa ancora più protagonista l’uomo-Spal per eccellenza: Paolo Mazza. Ferrarese di Vigarano Mainarda, classe 1901, si lega al club dapprima come allenatore (negli anni Trenta) diventandone in seguito presidente.

L’EPOCA D’ORO. Con Mazza al comando, la Spal diventa una delle cosiddette “provinciali” più in vista del calcio nostrano. Nel 1951, con l’ex azzurro Janni in panchina, arriva la promozione in massima serie: la prima volta da quando è stato introdotto il girone unico. Due stagioni di ottimo livello, concluse rispettivamente al nono e all’ottavo posto. Gli estensi si consolidano anno dopo anno, grazie anche alla spiccata capacità del presidente nel concretizzare importanti plusvalenze: la Spal lancia autentici sconosciuti, li valorizza per poi rivenderli a peso d’oro. La stella della squadra è l’argentino Oscar Massei, mezzala di qualità e rendimento. Nel campionato 1959-60 arriva un clamoroso quinto posto, alle spalle di realtà attrezzatissime come Juventus, Fiorentina, Milan e Inter. Si tratta del risultato migliore nella storia della società ferrarese. Nel 1962 la Spal si spinge fino alla finalissima di Coppa Italia, perdendo purtroppo contro il Napoli. Per gli emiliani è l’apice. Nel giro di un solo anno, tra il 1968 e il 1969, arriva una doppia rovinosa retrocessione: è la fine di un’epoca.

DECLINO. Durante l’annata 1976-77 Paolo Mazza, dopo un trentennio di onorato servizio alla causa, fu “messo alla porta” e la presidenza passò nelle mani di Primo Mazzanti. Nel 1989 la Spal conobbe addirittura l’onta della Serie C2, per la prima volta. 25 anni più tardi il triste fallimento, preludio a una spettacolare rinascita alla guida del tecnico Leonardo Semplici: doppia promozione consecutiva fino al ritorno tanto atteso in Serie A, dopo quarantanove anni dall’ultima apparizione. Il resto è storia recentissima, con le ultime due salvezze consecutive. Da sottolineare come nel tempo siano passati dal club ferrarese tanti elementi degni di nota: Bugatti, Nesti, Picchi, Mattrel, Zaglio, Capello e Cervato, tutti nazionali.

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