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Sau, un digiuno infinito

Numeri e cifre di un’incredibile involuzione. Sau cerca ancora disperatamente la rete, ma il tempo scorre e la scadenza si avvicina…

IL DIGIUNO. 252 giorni, 6048 ore, 362880 minuti, 21772800 secondi. Tanto è passato da quel Cagliari-Spal. Tanto è passato da quel gol di Marco Sau al minuto numero 78, che chiuse la pratica Spal e regalò al Cagliari una buona fetta di salvezza. Era il 4 febbraio 2018. Ed era l’ultimo gol di Pattolino in una partita ufficiale.

GOL DIMENTICATO. Numeri alti, altissimi. Che mettono i brividi. Che segnalano un’astinenza da gol che l’ormai “ex” bomber di Tonara soffre incredibilmente. Sau sembra essersi dimenticato come si segna. Sembra essersi dimenticato dei bei tempi con Rastelli (dieci gol in B, 7 in A al ritorno nella massima serie) o del primo anno in Serie A, tra Ficcadenti e il duo Pulga-López, che fu la sua stagione d’oro con 12 gol in 30 partite.

SHERLOCK HOLMES. Sau, all’inizio di questa stagione, sembra provare a ritagliarsi un ruolo da gregario, come attaccante di raccordo che si sacrifica al servizio della squadra. Prestazioni discrete, l’ultima contro l’Oristanese, impreziosita da assist e ottime giocate. Ma del gol, nessuna traccia, nemmeno contro una squadra di Prima Categoria. Sembra sparito, disperso. E Pattolino dovrà travestirsi da Sherlock Holmes per ritrovarlo.

ULTIME CHANCHES. Molti tifosi sono ancora con lui, quasi con un sentimento di pietà identitaria verso un giocatore che, in ogni caso, rappresenta ancora l’isola e l’identità sarda in campo. Ma Marco Sau, in scadenza 2019, deve trovare il gol al più presto e dimostrare di essere ancora da Serie A. O nemmeno il beniamino più affezionato potrà più difenderlo.

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