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Gervinho: “Un gol alla Weah. Velocità, fantasia, istinto”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Gervinho ha parlato del gol realizzato contro il Cagliari sabato pomeriggio, ricordando la prodezza di George Weah.

ALLA WEAH.Ma è partito dalla sua area di rigore… Pazzesco! Incroyable! Incredibile! Eccolo qui, uno, due, tre dribbling… Mamma mia, che azione!“. Non può fare a meno di guardarlo e riguardalo il gol di Weah. Gervinho, lui che sabato contro il Cagliari, ha fatto qualcosa di simile, molto simile. Complice certo anche la difesa del Cagliari, molto poco reattiva a voler trovare un eufemismo, ma il gol dell’ivoriano è una perla come quella del centravanti del Milan anni ’90: “Avevo 9 anni: a casa mia, in Costa d’Avorio, non avevamo la tv. Era già tanto se c’era qualcosa da mangiare… Comunque quello di Weah è un capolavoro, anche se pure il mio contro il Cagliari, non è malaccio, vero?“.

IL GOL DI SABATO. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gervinho ha parlato a lungo del gol realizzato contro i rossoblù: “Non ci ho pensato, tutto qui. Il mio gioco è velocità e fantasia. Istinto puro. E quando ho visto la gente felice per il mio gol, per me è stato il regalo più bello. Divertire chi viene a vedermi è il mio obiettivo. Il primo pensiero? I miei inizi, nei campetti di Abidjan, in Costa d’Avorio. Giocavamo scalzi, le scarpe ce la davano soltanto dopo tre anni di allenamenti e se superavamo un certo numero di prove“.

LO SBARCO IN EUROPA.Bello, ma difficile. Molto difficile. Andai in Belgio, al Beveren. Sentivo la nostalgia dell’Africa, la sera mi coricavo e mi dicevo: ‘Resisti, non puoi permetterti di essere triste: a te, attraverso il calcio, hanno dato una possibilità, mentre altri non hanno nemmeno quella’. Ho tenuto duro, e poi ho incontrato Rudi Garcia a Lille, come un secondo padre, e la mia carriera è cambiata“.

LA SCELTA DI PARMA. «Il Parma mi ha cercato e a me stava bene come destinazione. Non mi sento declassato perché prima lottavo per vincere e ora devo guadagnarmi la salvezza. Restare in A, per noi, è come conquistare lo scudetto. E vi garantisco che ci riusciremo. Abbiamo un bel gruppo, e sentiamo il sostegno alle spalle una città intera. Il Parma non è una piccola squadra e io voglio riportarla dov’è stata tanto tempo fa, in cima all’Europa. Mi hanno accolto benissimo. So che la gente, qui, ha sofferto molto per il calcio negli ultimi anni dopo il fallimento e le partite nei dilettanti. Io sono venuto perché il ds Faggiano mi ha corteggiato per parecchio tempo, neanche fossi stato una bella donna, mi ha fatto sentire importante e adesso tocca a me restituire quell’affetto che ho ricevuto, e ricevo ogni giorno”.

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