Cagliari, migliora la difesa ma resta la poca concretezza in attacco

Passi in avanti per la squadra di Maran, che ritorna dalla trasferta di Bergamo con la porta inviolata. Da rivedere la manovra offensiva

Una gara accorta, pulita, senza troppi fronzoli e con buone trame di palleggio. Il Cagliari è tornato dalla trasferta sul campo dell’Atalanta con più consapevolezza nei propri mezzi, dovuta anche ai nuovi arrivati che hanno fatto cambiare marcia all’undici titolare. Ancora diverse le ombre che permangono sulla fase offensiva.

LA DIFESA. Nessun gol subito, per giunta in trasferta: e per il Cagliari questa è già una notizia. I rossoblù hanno messo più attenzione alla fase difensiva, protetti anche da centrocampisti che arretravano spesso e volentieri per dare sostegno. Cragno è stato impegnato poche volte, ma i suoi interventi sono stati decisivi, contribuendo così a dare sicurezza a un reparto che ha svolto il proprio compito in maniera egregia. Romagna si è riscattato per il rigore provocato (suo malgrado) contro il Sassuolo, non facendo respirare un attaccante come Zapata. E Klavan, dopo un timido inizio, ha dato prova delle sue buone qualità. Sugli esterni, Srna e Padoin hanno confermato le ottime prestazioni fornite una settimana fa alla Sardegna Arena.

IL CENTROCAMPO. L’inserimento di Bradaric ha forse chiuso il cerchio di quello che potrebbe essere considerato il centrocampo titolare da qui in avanti. Gioca la palla di prima, e a Cagliari questo mancava da tempo. Deve certamente adeguarsi ai ritmi del calcio italiano ma le premesse per non uscire più dall’undici titolare ci sono tutte. Barella si è meritato la convocazione in azzurro: gioca a tutto campo, non fermandosi mai, oltretutto segnando anche il gol vittoria. Grande il sacrificio di Ionita, anche se probabilmente meriterebbe un ruolo più suo.

L’ATTACCO. Tanto lavoro sporco per Pavoletti, che soffre quando in avanti c’è da manovrare. La sua presenza è preziosa, ma se non arrivano adeguati rifornimenti dall’alto, la situazione si complica. Anche Sau ha corso tanto, ma là davanti è stato decisamente insufficiente. E l’errore sulla grande occasione capitatagli a due passi dal portiere ospite è stato davvero pesante. Maran dovrà battere molto sulla manovra offensiva: pensare di sopravvivere con gli exploit di Pavoletti sarebbe un grosso errore. Il ritorno dopo la sosta di Joao Pedro, in questo senso, potrebbe dare certamente una mano.

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