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Eder: “Carli mi portò in Italia. Io al Cagliari? Perché no…”

L’attaccante dell’Inter e della Nazionale Eder si trova in Sardegna per un evento con il parroco di Buddusò. Ecco cosa racconta sulla sua amicizia con don Nino e sul Cagliari.

EDER IN SARDEGNA. Domenica ha fornito a Icardi un pallone decisivo per la rincorsa Champions. L’argentino ha controllato e si è procurato un rigore che ha cambiato il match contro la Lazio e la stagione dell’Inter. Ora Eder è a Buddusò, dove la gente è in festa. Il giocatore nerazzurro, ormai cittadino onorario del piccolo centro a metà strada tra Olbia e Sassari, che ieri lo ha accolto tra cartelli e striscioni, ha arbitrato nel pomeriggio una partitella dei bambini. Tutto, rigorosamente, in berritta. Ogni promessa è debito e l’attaccante della Nazionale ha voluto mantenere quanto deciso con don Nino Carta, parroco di Buddusò.

LA STORIA. Eder è atterrato a Olbia alle 11 insieme a moglie, figlio e una coppia di amici. Ha pranzato con parroco, sindaco e luogotenente dei carabinieri e poi si è dedicato al “suo” calcio e ai ragazzi del paese: “Conoscevo già le bontà della Sardegna perché don Nino mi spedisce sempre formaggi e salumi. Oggi ho assaggiato la seada col miele: è buonissima. Purtroppo non posso mangiare tanto anche se sono in vacanza perché poi è difficile rientrare nel peso. Sono molto contento di essere qui. Sono molto cattolico, ho conosciuto don Nino in aereo nel 2005. Arrivavo per la prima volta in Italia, poi ci siamo scambiati i numeri di telefono e abbiamo continuato a frequentarci”.

CAGLIARI E L’ISOLA. “Sono stato nell’isola solamente per giocare, ma non posso dire di conoscerla. Adesso ne approfitto. Starò in Sardegna fino al 27. Il Cagliari? Sono felice che si sia riuscito a salvarsi perché è una realtà importante e una società forte. C’è anche un bravissimo direttore sportivo che è Marcello Carli al quale tengo in modo particolare perché è una delle persone che mi ha portato in Italia ad Empoli. È una grande persona e secondo me è un direttore molto capace. Anche per questo ci tengo che il Cagliari si sia salvato. Purtroppo ha avuto qualche giornata negativa ma nel calcio purtroppo capita“.

MERCATO. “Barella all’Inter? Sì lo conosco, siamo stati insieme in nazionale. E’ un ragazzo bravissimo e un gran giocatore che ha dimostrato personalità da subito sia in Nazionale che in campionato. Sono sicuro che farà molto bene anche se non so quale sarà il suo futuro. Cosa farò io? Vediamo, io ho il contratto per altri tre anni ma ogni anno il mercato è sempre una incognita, quindi non si sa mai. Domenica sabbiamo festeggiato la Champions perché l’Inter ritorna dopo sei anni tra le grandi ed è stato giusto festeggiare. Ma secondo me deve essere normale per l’Inter stare sempre in Champions League”.

NAZIONALE. “Mi auguro che Mancini riporti l’Italia nel posto che merita. Io in azzurro ho vissuto un momento bellissimo quando siamo andati all’Europeo con mister Conte, che ha ridato anima alla squadra. Ci siamo divertiti molto uscendo solo ai rigori con la Germania. Poi abbiamo avuto il cambio dell’allenatore e sono arrivati dei momenti difficili. E’ andata cosi. Dobbiamo prenderci ognuno la giusta parte di responsabilità. Adesso c’è un cambio di generazione, c’è Mancini, un allenatore che nella sua carriera ha dimostrato di poter stare in grandi squadre e sono sicuro che farà bene. Ha richiamato Balotelli ma dell’Inter ha convocato solo D’Ambrosio“.

LA SUGGESTIONE.Io a Cagliari? E’ una squadra che rispetto tantissimo. Il Cagliari è sempre stato difficile da battere. Ricordo giocatori come Langella, Esposito, Suazo. Ci ho giocato contro quando ero all’Empoli. Nel calcio non si sa mai, se dovesse capitare perché no“.

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