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Virdis: “Cagliari, contro il Milan una grande gara!”

Virdis

Pietro Paolo Virdis è doppio ex della sfida alla Sardegna Arena di domani, Cagliari-Milan. Forse il più celebre, insieme a Mario Ielpo. Virdis la Sardegna l’ha vissuta anche da ragazzo, ci è nato, sia materialmente che calcisticamente. Prima alla Nuorese, poi al Cagliari. Alla chiamata delle grandi ha provato a rifiutare, ma non ci è riuscito: Juventus, Milan e Udinese. Poi il Lecce per chiudere la carriera da giocatore e cominciare quella in panchina. Brevissima: tre anni tra Atletico Catania, Viterbese e Nocerina.

Ora Virdis ha trovato veramente il lavoro che farà da “grande”. E col pallone ha poco a che fare: i suoi baffoni li vedi avvicinarsi ai tavoli del “Gusto di Virdis”, mentre ti servono un bel calice di vino e qualche prodotto tipico sardo. Perché il doppio ex di rossoblù e rossoneri non dimentica le sue origini. E a gustarsi le sue due squadre del cuore (“Il cuore è diviso. Davvero a metà“), ci sarà anche lui, domani sera, alla Sardegna Arena: “Mi ha invitato il presidente Giulini che è venuto qui a mangiare con la famiglia. Ho accettato volentieri, non vengo dalla scorsa estate, vedrò finalmente la Sardegna Arena”. Visita nel museo rossoblù, maglia con dedica, ma niente giro di campo, per i motivi di fede “a metà” di cui sopra, come anticipa La Gazzetta dello Sport introducendo una bella intervista al bomber sardo degli anni ’80.

Una passione, quella per il calcio, mai svanita:Siamo aperti a pranzo e cena, il lunedì solo a pranzo. Ma la domenica è soprattutto davanti alla tv. Seguo molte partite, anche registrate. Sono sempre molto appassionato. Osservo sia il Cagliari sia il Milan, ma anche tutte le sfide di cartello. Allo stadio vado pochissimo. Ma domani sarà un piacere. Per la verità, anche il Milan mi invitò all’andata per Milan-Cagliari, ma non riuscii ad andare”.

I ricordi della Sardegna:Cagliari per me rappresenta l’infanzia. Ci venni a vivere da Sindia, quando avevo sette anni. Trasferirono papà che lavorava per l’ispettorato agrario. E’ mancato nel 1976, mamma se n’è andata più avanti. In Sardegna ho le sorelle e quando vengo faccio una tappa gastronomico da Lillicu, un ristorante molto tipico“.

Sul Cagliari:Ha il carattere di Diego Lopez, il nuovo allenatore che gli ha dato una forte mentalità, la sua quella con cui entrava in campo da giocatore rossoblù. Mi sembra una squadra che è cresciuta ultimamente. Ha fatto ottime partite, anche con la Juventus. E’ un gruppo che ha trovato l’equilibrio in campo, cosa fondamentale. Penso che potrà fare una grande gara col Milan“.

Sul Milan:Siamo in attesa. Questo dico: siamo ancora in attesa. L’equilibrio di cui parlavo per il Cagliari non lo ha ancora trovato il Milan. Ma ora deve mettersi a correre perché l’obiettivo è quello di arrivare almeno in Europa League. Quel traguardo deve essere raggiunto assolutamente”.

I preferiti:Mi piace moltissimo Joao Pedro, che domani è squalificato. Ha qualità, talento. E poi questo ragazzo, Barella, anche lui ha parecchia personalità. Un giocatore sardo che è un piacere vedere. Nel Milan sicuramente Jack Bonaventura. E’ un giocatore che in questi anni ha dimostrato il suo valore. E’ l’elemento di maggior spicco in una squadra che ancora non si è espressa al meglio“.

Ma il presente di Pietro Paolo Virdis si chiama ristorazione. E ha parecchi legami col passato:Molti vecchi compagni e amici sono venuti a mangiare da noi. Filippo Galli, Tassotti, anche Evani. Mentre non ho mai avuto Adriano Galliani. So che è un esperto. Io in cucina non mi azzardo a mettere mano, ci pensa mia moglie. Ma posso metterlo qui nel tavolone“.

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