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La morte di Biscardi, icona di un calcio che non c’è più

Aldo Biscardi, storico ideatore e conduttore televisivo de “Il Processo” omonimo, è morto questa mattina a Roma. Un personaggio celeberrimo del calcio italiano: avrebbe compiuto 87 anni fra qualche settimana.

Molisano di Larino, classe 1930, si laureò in giurisprudenza prima di entrare nel mondo del giornalismo all’alba degli anni ’50. Caporedattore di Paese Sera, inizia assiduamente a seguire il calcio proprio in quel decennio. Viene assunto dalla Rai nel 1979: il programma da lui ideato e proposto, “Il Processo del lunedì“, debutta l’anno dopo. Un format destinato a diventare un’autentica istituzione, proprio come l’ “Aldo nazionale” che ne diventa anche conduttore dal 1983 (le prime due edizioni condotte da Enrico Ameri, la terza da Marino Bartoletti). Nel suo studio, spazio all’analisi del campionato con ospiti d’eccezione e la proposta di alcuni volti femminili al suo fianco destinate alla notorietà. Senza dimenticare il ruolo centrale della moviola, arricchita cammin facendo con accorgimenti tecnologici. La trasmissione traslocherà dalla Rai ad altre emittenti nel corso degli anni, accompagnando con il suo dibattito il calcio italiano. Biscardi ha mantenuto la conduzione fino al 2016. Resteranno celebri la sua capigliatura color carota, l’accento immediatamente riconoscibile e la cadenza inconfondibile: un’icona di un mondo pallonaro che non esiste più.

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