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Han: un coreano a Perugia. E quella maglia a Kim Jong-un…

Chi frequenta il bar di fianco ai campi d’allenamento ormai vede più Han che sua moglie: “Vive solo di pallone“. La casa a due passi dallo stadio Curi di Perugia, gli allenamenti, le partite e, quando non c’è da sudare agli ordini di mister Giunti, Han rimane a bordo campo a osservare le partitelle delle giovanili.

Vive davvero solo di pallone, Han, come racconta oggi La Gazzetta dello Sport. Una passione, una frenesia che si nota anche in campo, quando scatta palla al piede verso la porta. D’altronde non ha bisogno di visitare la città: Han ha già visto Perugia quando tre anni fa sbarcò dalla Corea del Nord proprio nel capoluogo umbro, dove ha sede l’accademia che da qualche tempo sta cominciando a lanciare talenti sportivi orientali (e chissà che dietro non ci sia proprio il governo nordcoreano). Insieme al compagno, coinquilino e connazionale Choe Song (trequartista ex Fiorentina), l’attaccante di proprietà del Cagliari prende lezioni di guida e chi li ha visti su strada assicura che sono velocissimi anche fuori dal campo.

Dopo la tripletta a Chiavari, Han è stato celebrato ovunque (e già accostato alla Juve). A Perugia gli hanno dedicato poster e manifesti: “Tre missili Han“. Pensando alla situazione di politica internazionale ci sarebbe poco da scherzare, ma Han è solo un diciottenne e ha preferito riderci su: foto, innesto di scritte e cuoricini e, tramite smartphone, via agli amici in giro per il mondo. Poi il gol anche a Pescara e, per celebrarlo, maglia autografata co tanto di dedica diretta a Kim Jong-un. Già, proprio il dittatore nordcoreano che fa tremare il mondo. L’ha consegnata a Razzi e il cimelio arriverà al capo di stato tramite l’onorevole italiano.

Sembra non sapere molte parole nella nostra lingua, come ha testimoniato l’intervista a Sky di domenica, ma quando vuole – assicura il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre – capisce e sa farsi capire: “Anzi, intuisce il dialetto e sa anche qualche parolaccia…“. E anche in cucina – sushi a parte – si sta ambientando bene tra tartufi e altri piatti tipici umbri. D’altronde – racconta il terzo portiere e figlio del presidente Alessandro Santopadre – “Han è un ragazzo come tanti. Stessa vita, stesse gioie e stessi sogni dei nostri ragazzi. E chissà che quella maglia non sia una maglia per la pace…“.

 

 

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