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C’eravamo tanto amati?

Indubbiamente i nostri lettori ricorderanno il noto varietà condotto da Luca Barbareschi che vedeva duri confronti verbali tra coppie pronte ad esplodere. Il lieto fine era ben raro ed i rapporti tesi tra le parti rimanevano tali.

Per certi versi anche nel calcio succede la medesima cosa ed in casa Cagliari la cessione di Borriello ne è stato fulgido esempio. Un batti e ribatti tra giocatore da una parte, società e tifosi dall’altra che di certo non gli riserveranno un’accoglienza al miele al suo arrivo alla Sardegna Arena con la maglia della Spal.

Ripercorriamo in breve alcuni trasferimenti che hanno lasciato strascichi nella storia rossoblù:

1992: sono ben due i trasferimenti nel giro di pochi mesi che susciteranno diverse polemiche. Trattasi anzitutto del primo affare miliardario di Massimo Cellino, ovvero Daniel Caris Fonseca. Il Cagliari non lotta per qualcosa di importante e l’uruguaiano sceglie Napoli. Al suo rientro da avversario al Sant’Elia si odono solo bordate di fischi, oltre al classico coro “Mercenario!”, e lui ripagò la stagione successiva con una doppietta ed un gesto vile e pessimo nei confronti della Curva Nord.

Meno clamoroso, ma altrettanto polemico fu il passaggio di Giorgio Bresciani pochi mesi più tardi di Fonseca. Cellino lo acquistò proprio per sostituire l’attaccante sudamericano, ma lui dopo sole 4 partite decise di sfruttare la finestra del mercato di novembre per trasferirsi pure lui sotto l’ombra del Vesuvio con l’intento di giocarsi la Coppa Uefa. Strascichi giudiziari a parte per il presunto utilizzo di un cosiddetto “cartellino-lenzuolo”, furono tanti i fischi anche per l’ex attaccante del Torino. A posteriori lo stesso Cellino lo definì un personaggio con poca correttezza.

2008: mai amato dalla piazza per la sua proverbiale imprecisione, Alessandro Budel scatenò un vero e proprio vespaio dopo il trasferimento all’Empoli e la richiesta, subito dopo, di essere ascoltato dalla magistratura per il famoso caso “Foggia-Marchini”. Già da prima dell’ingresso in campo delle squadre Budel venne bersagliato dall’intero stadio, ma in particolar modo dalla tifoseria organizzata rossoblù che lo “rimproverò” di codardìa.

2010: “Ho sperato nell’opportunità Sampdoria”. A pronunciare queste parole fu Federico Marchetti che desiderava lasciare la Sardegna per altri obiettivi, ma questa sua mancanza di discrezione e buon senso gli valsero la rabbiosa reazione di Cellino e della tifoseria. Ergo, una stagione intera praticamente fuori rosa, cosa non da poco per l’incoronato “erede di Buffon” proprio dallo numero uno della nazionale. Solo a posteriori il patron rossoblù riconobbe l’errore nei suoi confronti.

2011: Presidente, questo treno passa una volta sola”. È Alessandro Matri il protagonista della cessione alla Juventus il 31 gennaio, proprio sul fil sirena della chiusura della finestra di calcio mercato invernale. Dopo le parole al miele che l’attaccante riservò per la squadra rossoblù solo poche settimane prima in occasione di una superba prestazione contro il Palermo, ecco il ripensamento e l’abbraccio alla Vecchia Signora. Dopo due settimane il bell’Alessandro, che tanto sensibile era al fascino femminile, realizzò una doppietta sotto gli occhi dei suoi ex tifosi che non si tirarono di certo indietro nel fargli notare ciò che aveva sostenuto solo poco tempo prima.

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