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Cagliari, il dolce e l’amaro della partita contro la Juventus

Non c’è stata l’imbarcata. E già questo non è poco, specie considerando i precedenti, il trend contro le big nella stagione scorsa, l’assenza obbligata del bomber di punta e la condizione psicologica della squadra. Non è stata una partita facile, ma il Cagliari non è nemmeno stata quella “vittima sacrificale” che in tanti, troppi si aspettavano: una visione che mister Rastelli allontanava come fosse un incubo.

Non lo è stata perché Rastelli ha messo in campo un Cagliari coperto: un 4-4-2 con la difesa titolare (al momento Capuano ha scavalcato Miangue nelle gerarchie), il centrocampo a 4 con larghi Ionita e Faragò per dare gamba alla squadra e una coppia “classica davanti”, con Cop punta di peso e Farias (capitano) a girargli intorno.

Il Cagliari ci ha messo del suo, impegnandosi in un pressing molto alto a inizio partita, ma è crollato sotto i colpi dei campioni bianconeri.  Al gol di Mandzukic però la squadra non si è sbriciolata, anzi. Ha attaccato, cercato il gol con insistenza e sfiorato il pareggio prima con il tap-in mancato di Faragò e poi con il rigore sbagliato da Farias, per fallo di Alex Sandro su Cop.

Da lì in poi il Cagliari si è spento: ecco allora il 2-0 di Dybala a fine primo tempo e il 3-0 di Higuain nel corso di un secondo tempo molto meno vivo da ambo le parti. Poco gioco sia tra i bianconeri (a tratti però inarrestabili nel corso della gara) che tra i rossoblù, dunque. Ma è normale: in parte è ancora calcio d’estate, anche se i punti contano veramente.

Ecco perché allora il rammarico c’è: contro ogni speranza, il Cagliari poteva anche strappare un punto a Torino. Peccato per cinque errori che sono costati la partita. Due sono quelli appunto di Faragò e Farias sotto porta, gli altri invece sono difensivi: una linea difensiva troppo bassa nel primo gol (con Padoin che lascia troppo spazio a Mandzukic); Andreolli e Padoin troppo larghi e troppo disattenti sul secondo gol di Dybala, con l’argentino che scatta nello spazio lasciato dai due difensori seguendo la palla geniale di Pjanic; lo stesso Andreolli che marca troppo largo Higuain nel terzo gol.

Ma, sia chiaro, la colpa non può essere solo dei giocatori di cui sopra. Gli errori commessi nella partita di ieri all’Allianz Stadium non sono individuali ma di squadra. Disattenzione, forse. O molto più semplicemente una qualità diversa della rosa. Ma si può migliorare, la base c’è. Duro allenamento e qualche acquisto (sicuramente sulla fascia destra e in attacco, forse anche qualcosa in mezzo al campo) possono dare al Cagliari un po’ più di sicurezza. E chissà che le prossime, complice anche un calendario un po’ più agevole, non possano andare meglio.

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