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Cosa farai da grande? – Massimo Brambilla

“Cosa farai da grande?” è la nostra nuova rubrica settimanale il cui intento è quello di raccontarvi in breve la storia degli ex rossoblù, nonché farvi sapere cosa combinano oggi che non calcano più i campi da gioco. Il primo protagonista è un centrocampista brianzolo, sempre umile, discreto e, da buon brianzolo appunto, mai una parola fuori posto: parliamo di Massimo Brambilla, scelto da Giampiero Ventura nell’estate del 2003 per governare il centrocampo rossoblù.

Il tecnico genovese, dopo aver fallito l’obiettivo promozione nella stagione precedente, non è convinto di affidare le chiavi del settore nevralgico a un giovane Daniele Conti e chiede al presidente Cellino di ingaggiare il trentunenne che fino ad allora è stato protagonista di ben quattro promozioni: due con il Torino, una con il Monza e una con il Siena di Papadopulo. Il patron cagliaritano, però, dopo la fallimentare stagione precedente, vuole a ogni costo il Cagliari nella massima serie e per agevolare il suo compito porta in Sardegna anche due pezzi da novanta come Zola e Festa.

Brambilla è un giocatore navigato, si vede subito, e il fosforo che apporta a un reparto fatto di grande intelligenza e piedi buoni risulterà determinante. Quaranta presenze, nessun goal, un palo clamoroso colpito con una bordata da venticinque metri contro l’Albinoleffe, regia sempre impeccabile e, ciò che più conta, la promozione in serie A. È il quinto centro della sua carriera.

Nella massima serie la dirigenza rossoblù decide di affidarsi ancora al regista di Vimercate, e lui non tradisce le attese. Rendimento sempre costante e di qualità e il Cagliari del neo tecnico Arrigoni non patisce lo scotto del noviziato. Da applausi la gara contro la Juventus: a due minuti dalla fine conquista palla sulla trequarti, si libera agevolmente di un giocatore bianconero e pennella un cross con il contagiri per lo stacco di testa di Gianfranco Zola. Il fantasista sardo, dopo aver trafitto Buffon e l’aitante coppia di difensori Zebina-Thuram, corre subito ad abbracciare il buon Massimo. Chi non ricorda quelle immagini spettacolari?

La sfortuna, purtroppo, colpì Brambilla subito dopo il giro di boa del campionato: un infortunio muscolare lo costringe a fermarsi sino all’ultima giornata sempre contro la Juventus, quando fa appena in tempo ad assaporare per l’ultima volta la Serie A e a battezzare il centrocampista sardo Claudio Pani. Scende di categoria accettando la proposta del Mantova e mancando la serie A dopo aver perso la finale play off contro il Torino.

Che fa Brambilla ora che è diventato “grande”? Dopo aver appeso le scarpette al chiodo all’età di 37 anni e a seguito delle parentesi con Monza e Pergocrema, inizia sin da subito la carriera di allenatore con le formazioni giovanili di Pergocrema e Novara. Attualmente guida la formazione degli allievi nazionali dell’Atalanta con la quale ha vinto il campionato di categoria, nonché il Torneo di Arco. Qualche giorno fa ha perso la finale del campionato Under 17 contro l’Inter a pochi minuti dai calci di rigore. Buon sangue non mente.

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