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Borriello: “Non volevo andare via, non lo perdonai a Galliani”

Marco Borriello si è raccontato ai microfoni di Premium Sport nella trasmissione 9-Storie di bomber condotta da David Trezeguet. L’attaccante rossoblù ha parlato della sua carriera, dagli inizi nelle giovanili del Treviso fino ad oggi: “Nell’aprile ’98 venne a vedermi Franco Baresi, che era il responsabile del settore giovanile del Milan all’epoca e feci una partita stupenda da esterno sinistro” racconta Borriello. “L’allenatore della primavera del Treviso mi spostò centravanti e feci tanti gol” – prosegue – “mi sono sempre sentito attaccante”.

Poi una frecciata alla vecchia dirigenza del Milan: “Arrivò l’estate, il Milan poteva prendere Ibra e Robinho, ma doveva liberarsi di me e Huntelaar: non volevo andare via, non glielo perdonai a Galliani. Me l’hanno comunicato nel modo sbagliato, minacciandomi di escludermi dalla lista Champions, così con un po’ d’orgoglio mandai tutti al diavolo e andai a Roma firmando un contratto importante da cinque anni”.

Poi il bomber rossoblù parla dei tempi recenti: “Si fece avanti il Carpi, iniziai bene ma la squadra era debole, capirono che non ce l’avrebbero fatta a salvarsi e decisero di mettere fuori rosa tutti quelli che guadagnavano di più. Ho un ricordo dei dirigenti del Carpi davvero orribile, della gente no”. Infine Cagliari: “In estate lanciai un appello a Ibiza: ‘Chi vuole allenarsi con me?’. Arrivarono a centinaia. E arrivò anche la chiamata del Cagliari. Dopo due giorni feci quattro gol, ero allenato davvero“.

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