Il 4-0 subito dal Cagliari a Monza è stato pesante e non può essere nascosto. La prestazione dei rossoblù ha avuto poco da salvare, soprattutto nella ripresa, quando la squadra ha perso completamente equilibrio, compattezza e capacità di reagire. Ma una singola partita non può cancellare quanto fatto da Fabio Pisacane nelle prime giornate di campionato.
Il modo migliore per leggere la sconfitta del Brianteo è probabilmente quello indicato da Alessandro Deiola al termine della gara: il Cagliari non era diventato uno squadrone dopo l’avvio positivo e non è diventato improvvisamente una squadra di brocchi dopo una batosta.
Anche perché il Monza si è rivelato tutt’altro che una squadra semplice da affrontare. I soli quattro punti raccolti nelle prime sei giornate potevano suggerire un avversario in difficoltà, ma la formazione di Ivan Juric ha dimostrato di essere organizzata, compatta e capace di sfruttare gli errori. Il risultato finale non è quindi soltanto figlio delle difficoltà rossoblù, questo va sottolineato con l’evidenziatore.
Pisacane sceglie la sincerità
La vera riflessione riguarda però ciò che è successo dopo la partita. In conferenza stampa, Pisacane avrebbe potuto cercare giustificazioni. Avrebbe potuto ricordare il buon primo tempo, le occasioni non concretizzate con due parate importanti di Tronqvist sullo 0-0, il gol subito alla prima vera opportunità o l’assenza dalla panchina dovuta alla squalifica. Non lo ha fatto. Il tecnico ha invece scelto una strada completamente diversa: chiedere scusa ai 1400 tifosi presenti al Brianteo e definire la prestazione uno “scempio”.
“Devo delle scuse a 1400 persone che hanno speso dei soldi per vedere uno scempio del genere”, ha dichiarato. Una presa di posizione forte, soprattutto perché arrivata dopo una sconfitta nella quale sarebbe stato lecito, se analizzata a fondo, cercare qualche attenuante.
Il tifoso non vuole essere preso in giro
La scelta di Pisacane sembra inserirsi in una concezione moderna del rapporto tra allenatore e ambiente. Il tifoso di oggi osserva, analizza, si informa e discute. Non è necessariamente un tecnico e magari non conosce tutti i dettagli di una scalata difensiva o di una marcatura preventiva, ma sa riconoscere quando una squadra gioca bene o male.
Per questo, davanti a una prestazione come quella di Monza, provare a nascondere l’evidenza dietro formule di circostanza o le classiche “supercazzole” rischierebbe di produrre l’effetto opposto a quello desiderato. Pisacane ha scelto invece di essere diretto. Ha riconosciuto il problema e ha coinvolto anche il pubblico nel percorso di reazione.
Una scelta che rafforza il rapporto con la piazza
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della gestione del tecnico. Ammettere gli errori non significa necessariamente indebolire la propria posizione. Al contrario, la sincerità può diventare uno strumento per rafforzare la propria credibilità.
Dopo una sconfitta, la piazza può accettare molto più facilmente un risultato negativo se percepisce che l’allenatore ha visto la stessa partita vista dai tifosi. Il rischio, al contrario, è quello di creare una distanza tra le parole e ciò che accade sul campo. Quando questa distanza cresce, possono aumentare rapidamente le critiche di tifosi, giornalisti e opinionisti, con conseguenze anche sul clima intorno alla squadra. Pisacane ha scelto di evitare proprio questo scenario, come a dire: “Ho visto quello che avete visto voi, lo so, stateci vicini e andiamo avanti tutti uniti”.
La vera sfida comincia adesso
Il campionato del Cagliari non può essere giudicato soltanto attraverso il 4-0 di Monza. L’obiettivo resta quello della salvezza e arriveranno inevitabilmente altri momenti complicati. La differenza, a quel punto, la farà anche la capacità dell’ambiente di rimanere unito. Pisacane sembra averlo compreso e, con le sue parole dopo la sconfitta, ha scelto di proteggere proprio quel rapporto tra squadra e tifoseria.
Non nascondere una brutta prestazione, ma riconoscerla. Non cercare alibi, ma assumersi responsabilità. Non trattare il pubblico come un interlocutore da convincere, ma come una parte integrante del percorso. Una lezione di comunicazione che arriva da un allenatore giovane e che potrebbe essere preziosa anche per i colleghi più esperti, spesso nervosi e con complessi di lesa maestà che li fanno apparire come dinosauri.



Qui non si tratta di ammettere errori che peraltro sono evidentissimi. Il problema è ben più serio e strutturale. Pissacane ha dei limiti importanti che sono chiarissimi dallo scorso anno, la squadra non conosce la manovra offensiva, non è in grado di proporsi e creare gioco anzi lo stesso Pisacane scappa dalla costruzione del gioco ma si esprime solo di rimessa evidenziando l’incapacità della squadra di trovare spazi per andare al tiro.
Non è un allenatore completo e pecca di presunzione
Atro che lezione di comunicazione , questa è una lezione di retorica, bella e buona.
sei vittima dell’inquinamento e del degrado, fatti curare.
L’importante è non mollare e sprecare quanto di buono fatto finora. Col Bologna ce la giochiamo. In casa.
FC sempri
Ha detto la verità senza tanti giri di parole,adesso testa al Bologna,partita da vincere,poiché contro le romane a casa loro la vedo duretta…….. .sempre forza magico Cagliari.
Non è la prima volta e non sarà L ultima …mentalità sbagliata…ci si trastulla appena si vincono due partite !!!
E in questo L allenatore DOPPIAMENTE RESPONSABILE!!!
Dovrebbe conoscere i suoi polli ( pardon) asini …se non li conosce vuol dire che è ciuccio pure lui …anzi di più , continua a non imparare NIENTE !
In gergo chi va con lo zoppo impara a zoppicare!!
Mona non è adeguato per quedte tipo di partite e qua’ Pisacane ha sbagliato, meglio Deiola. Ieri il problema non erano le 2 punte ma l’atteggiamento, perché puoi avere 700 punte, ma se l’atteggiamento è molle, c’è poco da fare.
Pisacane ha sbagliato anche sull atteggiamento della squadra.
Parole diverse da quelle pronunciate sarebbero state una presa in giro. Ripartiamo da qui, dal non voler ripetere partite molli simili , l’impegno e non è tutto ma è comunque indispensabile. Sempre forza Cagliari
Apprezzo la schiettezza delle parole, le stesse che avremmo potuto esprimere dagli spalti durante il secondo tempo. L’imbarazzo di fronte a flop del genere merita rispetto e merita le parole di Pisacane che sottolineo ha pure detto che i primi a doversi prendere le proprie responsabilità è proprio lo staff.
Ho assistito a centinaia di trasferte, molte lontanissime e a volte con uno sparito gruppetto di tifosi, non saranno certo le scuse di un allenatore a farmi passare la voglia di tornarci.
Ti amerei anche se vincessi.
Esatto, grande Simone
Non fa scienza senza lo ritener L aver inteso !!
Non è la prima volta che succede …le scuse sono diventate croniche …e mi sanno tanto da perfetto paracxlo !!
Ma stia attento a parlare a vanvera …che lo spogliatoio in un nano secondo lo butterà dalla sella !!
Non a caso cavalca asini 🫏 e muli !!