Al Cagliari Bonazzoli ci ha pensato, ma alla fine ha detto no per un motivo ben preciso. Spiegato in un intervista al corriere della Sera.
La decisione
“Ho rifiutato: in fondo queste sono le mie terre specie dopo aver girato l’Italia, desideravo star vicino ai genitori, starci insieme, a volte penso di averli trascurati o comunque di sicuro mi sono perso un sacco di stagioni, quelle dell’infanzia, della crescita”.
L’uomo
Bonazzoli è un anti-personaggio; avrebbe meritato più considerazione in Nazionale maggiore (una stagione in A da 12 gol e una da 10 non son bastate nemmeno per uno stage!), ma lo diciamo noialtri, a lui non vanno le polemiche. C’erano delle aspettative, sul talento precoce Bonazzol c’erano profonde aspettative.
L’interesse del Cagliari
A spingere l’interesse dei rossoblù era stato soprattutto il rendimento di Bonazzoli nella passata stagione. Con l’attaccante che aveva trovato grande continuità realizzativa in Serie A, chiudendo il campionato con 10 gol in 35 presenze. Bonazzoli è un centravanti completo. Oltre alla capacità realizzativa, il giocatore è apprezzato per la gestione del pallone e per la possibilità di partecipare alla costruzione della manovra offensiva. La sua fisicità gli permette di lavorare anche spalle alla porta, creando spazi per i compagni e aiutando la squadra nella risalita del campo. Una delle sue qualità più riconoscibili riguarda inoltre la capacità di trovare gol spettacolari grazie alle doti acrobatiche. Negli ultimi anni l’attaccante si è distinto per alcune reti di pregevole fattura, diventate un elemento caratteristico del suo repertorio.



Tanto rispetto e complimenti x la scelta di restare in B.
Bonazzoli è sempre stato un calciatore che le sue reti le ha fatto sia in B che in A, non è uno che ama apparire ma dimostra sul campo il suo valore.
Mi sarebbe piaciuto molto ma gli va reso merito di aver anteposto i valori personali al soldo. Di quetsi tempi non è poco.