Tra gli elementi più interessanti del nuovo Cagliari c’è sicuramente Paul Mendy. Il centravanti classe 2007 rappresenta uno dei profili più particolari della rosa rossoblù, un attaccante ancora in fase di formazione ma già capace di mostrare caratteristiche difficili da trovare in un giocatore della sua età.
Anche nella sfida di Coppa Italia contro il Verona, nonostante l’eliminazione del Cagliari, Mendy è stato protagonista di una prestazione con luci e ombre, che permette di analizzare diversi aspetti del suo gioco.
Il lavoro senza palla è una delle sue qualità
Uno degli elementi più interessanti riguarda il contributo senza palla. Mendy è un attaccante moderno, molto coinvolto anche quando la squadra deve difendere. La sua capacità di muoversi e coprire ampie zone del campo permette al Cagliari di avere un primo riferimento aggressivo nel pressing.
Non sempre i tempi dell’attacco alla costruzione avversaria sono perfetti e in alcune situazioni dà l’impressione di inseguire il pallone più che indirizzare realmente l’azione degli avversari. Tuttavia, il suo impegno è evidente: il giovane centravanti spende molte energie nel tentativo di disturbare la prima costruzione della squadra rivale.
Movimento e ricerca dello spazio
Un altro aspetto positivo riguarda la disponibilità nel farsi trovare dai compagni. Mendy non è un attaccante statico: cerca continuamente soluzioni, alternando movimenti in profondità e tentativi di venire incontro per ricevere il pallone.
La scelta del movimento corretto deve ancora essere affinata, perché in alcune occasioni deve migliorare la lettura tra attaccare lo spazio alle spalle della difesa o offrire una soluzione corta. Per i difensori avversari, però, resta un giocatore difficile da leggere proprio per questa varietà di movimenti.
Il limite: proteggere meglio il pallone
L’aspetto sul quale Mendy deve maggiormente lavorare è la gestione del pallone spalle alla porta. Il Cagliari spesso lo cerca come riferimento offensivo, ma il classe 2007 deve migliorare nella protezione della sfera e nella capacità di far salire la squadra.
In questo aspetto la differenza rispetto a centravanti già affermati come Pio Esposito è evidente. Prendiamo ad esempio l’attaccante dell’Inter non per fare paragoni, ma per capire cosa si intende. Esposito ha mostrato contro il Cagliari una grande capacità nel difendere il pallone, resistere alla pressione dei difensori e distribuire ai compagni. Tantissime volte i nerazzurri lo hanno cercato e lui ha bloccato il pallone, piantato i piedi al terreno, protetto col corpo senza farsi spostare di un millimetro, per poi smistare ai compagni che nel frattempo guadagnavano metri.
Mendy, invece, è ancora alla ricerca della giusta sicurezza nello stop e nella gestione dei duelli fisici. Spesso infatti non controlla bene il pallone servito spalle alla porta, se lo allunga, oppure semplicemente non riesce a proteggerlo pur avendolo addomesticato. Ma si tratta di un limite normale per un giocatore così giovane e che potrà essere migliorato attraverso il lavoro quotidiano.
Il vero talento: il fiuto del gol
La caratteristica che più colpisce, però, è un’altra: l’istinto sotto porta. Mendy sembra avere una qualità rara, quella di percepire in anticipo dove può arrivare il pallone e farsi trovare nel posto giusto al momento giusto.
Senza creare paragoni diretti, il suo modo di interpretare alcune situazioni ricorda quello dei grandi rapaci d’area di rigore degli anni a cavallo tra i ’90 e i 2000. Per le movenze che ha in mezzo all’area, e ribadiamo che non è un paragone qualitativo ma solo per esemplificare meglio la tipologia di giocatore, la somiglianza con Pippo Inzaghi è palese.
La rete contro il Verona in Coppa Italia ne è un esempio: una giocata tecnicamente complessa, frutto di agilità e coordinazione, ma soprattutto una soluzione che nasce dalla capacità di leggere prima degli altri la traiettoria del pallone. Un’altra dimostrazione era arrivata contro il Parma, quando aveva colpito il palo riuscendo a trasformare un pallone rasoterra in una girata pericolosa con grande rapidità.
Pisacane dovrà valorizzarne le qualità
Mendy è ancora un giocatore da costruire. Fuori dall’area di rigore deve migliorare diversi aspetti e non è ancora un attaccante che ruba l’occhio palla al piede. La sua forza, però, è quella di riuscire a diventare pericoloso ogni volta che entra nella zona decisiva del campo.
Per un centravanti questa non è una qualità secondaria. Il compito di Fabio Pisacane sarà ora quello di accompagnarne la crescita, lavorando sui punti deboli senza limitarne l’istinto offensivo. Perché il talento più difficile da allenare, quello del gol, Mendy sembra averlo già dentro.



Mi sembra che nei confronti di Mendy qualcuno sia un tantino prevenuto. Io sono un suo estimatore, ma avete presente contro chi giocava il Cagliari? Lui solo contro la difesa dell’Inter. Mentre la nostra difesa si trovava ad affrontare giocatori come Barella Cianaloglu Lautaro… Ma dai non scherziamo…
Ma mera grezzu …..
Trascinare una squadra per un 2007 non è facile..
Ottimo , va’supportato meglio e non lasciato solo
Alla ricerca della giusta sicurezza nello stop non si può leggere. Stoppare la palla è un fondamentale che si acquisisce da ragazzino. Per favore…
Mendy ha grandi qualità.ha fisico,tecnica individuale(ha un piede più educato di pio esposito),fiuto .difetta nelle scelte,invitabilmente,visto che ha giocato si e no 300 minuti in seria a.bisogna assolutamente insistere su di lui.
Paul ha la stoffa del campione, senza fare paragoni fra lui e Pio, lui deve fare reparto da solo e deve affrontare una difesa schierata con i suoi compagni che non sono certo a livello dei colleghi di Pio… Pio è circondato da campioni, anche Poul se fosse circondato da fuoriclasse brillerebbe molto di più…
Sembrava un bambino che giocava a palla avvelenata 🤣
Si questo giocatore mi piace può diventare un attaccante di tutto rispetto, ha fisico e buona tecnica, entro la stagione lo vedremo migliorare in modo esponenziale. Ha la fortuna di avere un allenatore che riesce a valorizzare i giovani giocatori e farli crescere in modo esponenziale. Questa è la miglior dote di Pisacane, per il resto si può discutere…
Sempre se non gli cambia il ruolo,si questo Pisacane ha difetto .
A me Mendy piace molto. Non dimentichiamo che l’anno scorso giocava principalmente nella Primavera (quindi nessun’altra esperienza di campionati professionistici di serie B o C) e Pisacane è stato bravissimo a portarlo spesso ad allenarsi con la prima squadra fino poi a lanciarlo in campionato…….
Non dimentichiamoci che è giovanissimo e giustamente la Società e il Mister da un lato stanno puntando decisamente su di lui, da un altro lato naturalmente vogliono sollevarlo dalla completa responsabilità di essere l’unico centravanti ed ecco che sono arrivati Kevin Carlos (non ho ancora capito bene se il suo ruolo è proprio quello di centravanti oppure è anche una seconda punta di manovra) e N’Zola che qui a Cagliari potrebbe anche lui rinascere: le qualità non gli mancano (ricordo che l’amico Grillo Parlante qualche anno fa spesso ne sollecitava l’acquisto e non sbagliava perché stava facendo ottimi campionati e… Leggi il resto »