Barella: “Maran? Non solo tattica, dice le cose in faccia. Il mercato lo fa il presidente”

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista del Cagliari ha parlato dell’imminente sfida con il Milan, di Nazionale e voci di mercato

SFIDA ALLE PORTE. Domani sera alla Sardegna Arena Nicolò Barella è pronto a prendersi la scena. Il Milan di Higuaín non fa paura, nemmeno adesso che il talentuoso centrocampista del Cagliari ha avuto modo di ammirare in azzurro un suo omologo in campo: “Bonaventura mi è piaciuto e ho cercato di prendere le cose migliori da lui. Domani vorrei proprio scambiare la maglia con Jack” ha detto il numero 18 rossoblù.

IL MILAN. “Non ha paura di giocare la palla e se la gioca con chiunque. Io col Napoli li ho visti, è una squadra che ha la mentalità di Gattuso e un Higuain in più. Uno dei 5 attaccanti più forti d’Europa. Ricordo il gol che feci ai rossoneri a gennaio, non connettevo, sentivo l’urlo dello stadio. Sono corso ad abbracciare Cossu in panchina”.

CRESCITA ROSSOBLU’. “Il Cagliari ora è più quadrato. Una bella squadra che non ha paura e lo ha dimostrato a Bergamo”.

MARAN. “Quello che ha portato in più è la sua idea di gioco. Non è solo tattica, dice le cose in faccia. Ci vuole equilibrati, stretti, si attacca e si difende in tanti”.

NAZIONALE. “Ho fatto un altro step e ho avuto un attestato di stima da Mancini e questo è quel che conta. Voglio giocare l’Europeo Under 21 a giugno, ma sono felice di essere tra i grandi”.

IL RUOLO. “Mancini mi ha sempre messo mezzala a sinistra. Maran mi ha provato da trequartista, ma non è mica un azzardo. Con Rastelli l’ho fatto e pure a Como. Una circostanza, poi resto mezzala”.

RINFORZI. “I nuovi acquisti hanno portato tanto. Hanno esperienza di tanti anni. Castro difende pure, Srna aiuta tutti ed è un campione autentico”.

 

VOCI DI MERCATO. “Il mercato lo fa il presidente. Ci sono state delle offerte e il Cagliari le ha rifiutate. Non entro nelle valutazioni, ma sono contento di essere rimasto nella squadra per cui tifo. Quest’estate ero un po’ arrabbiato perché non mi riuscivano le cose come volevo. Serie A o Premier? Dico Premier per come interpretano la partita. E poi sono tutti nervosi come me”.

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