Cagliari-Nizza: appunti sparsi sui rossoblù in campo sabato

Impressioni dal vivo su Cagliari-Nizza. Winks, Fazzini e Mendy ok, Romano poco coinvolto, Kingstone impreciso. Le indicazioni di Pisacane.

Dal nostro inviato all’Unipol Domus

Osservando da vicino il Cagliari contro il Nizza, sabato scorso all’Unipol Domus in occasione del 2° Trofeo Gigi Riva, la sensazione principale è stata quella di una squadra già in discrete condizioni atletiche ma ancora alla ricerca della fluidità e dell’intensità necessarie per sviluppare con continuità il proprio gioco.

La partita ha offerto poche emozioni e si è sviluppata prevalentemente su ritmi abbastanza bassi. La difesa rossoblù, in particolare, è stata chiamata raramente a un vero lavoro. Questo ha inevitabilmente reso più complicato valutare alcuni interpreti del reparto arretrato.

Tra le assenze dalla distinta hanno risaltato quella di Raterink, il cui futuro sembra sempre più lontano da Cagliari, e di Borrelli fisicamente non al meglio. Out anche Mina, tornato da pochi giorni dopo un mese di vacanza post Mondiale, e Idrissi alle prese con il recupero dal grave infortunio.

Caprile sicuro, serata tranquilla per la difesa

Per Caprile il lavoro non è stato particolarmente abbondante, ma quando è stato necessario si è fatto trovare pronto. Sulla destra Zé Pedro si è concentrato quasi esclusivamente sul presidio della corsia. Non ha incontrato particolari difficoltà e all’inizio della ripresa ha messo anche un buon pallone in mezzo all’area avversaria. Circa la prestazione di Deiola, soprattutto qualche pallone smistato senza fronzoli. Per il resto, una serata nella quale non è stato costretto a compiere interventi particolarmente significativi.

Anche Rodríguez è rimasto praticamente inoperoso per gran parte del primo tempo. Al 42° però ha commesso una doppia sbavatura, prima in uscita e poi nel ripiegamento, fortunatamente senza conseguenze. Decisamente migliore la successiva chiusura su Diallo.

Obert sulla fascia sinistra ha provato anche a proporsi, ma in una delle sue scorribande si è allungato troppo il pallone accompagnandolo oltre la linea di fondo. Zappa ha giocato una decina di minuti, Grandu ha solamente fatto presenza. Kofler è rimasto seduto in panca.

Winks è già un riferimento, Fazzini tratta bene il pallone

A centrocampo, curiosità per la prova dell’inglese Winks. I compagni lo hanno cercato con continuità e appare già evidente come possa diventare uno dei potenziali riferimenti tecnici del Cagliari. Muove rapidamente la sfera, cerca di dare ordine e soprattutto sembra sapere in anticipo quale debba essere la giocata successiva.

Tra coloro che hanno trasferito le impressioni migliori c’è sicuramente Fazzini. Su un calcio piazzato ha pennellato in area un pallone che Mendy ha spedito fuori di testa. Ma al di là dell’episodio, ciò che emerge è la naturalezza con cui tratta il pallone. Fazzini dà del tu alla sfera, e nelle strategie della squadra può diventare un elemento prezioso.

Di segno opposto la prova di Romano. In particolare nel primo tempo è sembrato probabilmente il rossoblù più avulso dalla manovra, poco coinvolto e incapace di incidere con la continuità che ci si potrebbe attendere dalle sue qualità.

Prati è subentrato a Winks in cabina di regia al 63°, senza offrire elementi utili in quasi mezzora disponibile. Sulev e Liteta (profili in probabile uscita) e Akarakiri (destinato alla Primavera) sono rimasti in panchina.

Adopo dà peso, Trepy deve liberarsi delle esitazioni

Interessante – ma non nuova, viste le prove in amichevole – la posizione di Adopo, schierato da trequartista sul lato destro. In quella zona porta inevitabilmente qualcosa di diverso rispetto a un rifinitore classico: soprattutto forza fisica, sostanza e capacità di reggere il contatto.

Su Trepy, invece, arriva la sensazione di vedere un ragazzo ancora un po’ frenato. In diverse occasioni si è abbassato eccessivamente, tanto che il citato Winks gli ha indicato di alzarsi e contribuire a portare più avanti il baricentro della squadra.

L’attaccante francese deve muoversi con maggiore convinzione e scrollarsi di dosso qualche titubanza. Una possibilità comunque l’ha costruita: una conclusione di spalla ha costretto il portiere alla deviazione in angolo.

Al 63° è entrato Felici, che ha subito cercato ciò che gli riesce più naturale: la fuga rapida lungo la linea laterale sinistra, puntando l’avversario in velocità. Un buon segnale, sulla strada del tempo perso per il grave infortunio. Cavuoti, sulla trequarti, al momento sembra poter sperare in uno spazio: tuttavia appare difficile una sua conferma per il campionato e vista la sua storia in rossoblù.

Bene Mendy, Kingstone troppo impreciso

Tra i singoli, promozione per Mendy. È stato il vero terminale offensivo della squadra e, pur senza riuscire a trovare il guizzo decisivo, ha dato l’impressione di poter diventare un riferimento importante.

Al 19° ha mandato alto un colpo di testa. In un’altra circostanza ha creato da solo una situazione interessante: sembrava aver perso il possesso, è riuscito invece a recuperare il pallone e a servire Trepy, la cui conclusione è terminata fuori. È quel tipo di giocata che resta impressa perché racconta capacità di proteggere e recuperare la sfera, far proseguire l’azione.

Più complicato l’ingresso di Kingstone, subentrato nella ripresa. Il primo disimpegno è stato sbagliato e Pisacane lo ha immediatamente incoraggiato dalla panchina. Poco dopo, tentando una rovesciata, ha finito per colpire la testa di Fazzini. Al 79°, infine, ha sciupato un pallone invitante arrivando in corsa. L’attaccante dello Zambia è sembrato impreciso e un po’ pasticcione, pur con la solita generosità.

Albarracín è subentrato al tramonto del match, realizzando dal dischetto la rete decisiva per la vittoria del trofeo. Una serata che non sposta di una virgola un destino già deciso, geograficamente altrove. Di Paolo ha osservato i compagni da bordo campo.

Pisacane e i suoi punti fermi

Una delle cose più interessanti della serata è stata proprio osservare Fabio Pisacane a bordo campo. Il tecnico del Cagliari vive la partita continuamente e cerca di accompagnare ogni fase con indicazioni molto precise.

Le parole che è stato possibile sentire più spesso sono state “salire” e “ricominciare”. Due concetti che dicono già parecchio dell’idea che vuole trasmettere: squadra corta, baricentro più alto quando possibile e disponibilità a ricostruire l’azione senza forzare immediatamente la giocata.

Pisacane ha catechizzato frequentemente soprattutto gli attaccanti, con Mendy destinatario di diverse indicazioni. Non semplici richiami, ma correzioni continue su posizione, movimenti e tempi dell’azione.

Alla fine, più che il risultato o lo spettacolo, da questa sfida con il Nizza si possono portare via alcune fotografie abbastanza nitide: Winks candidato al ruolo di leader tecnico, Fazzini elegante e naturale, Mendy presente e utile, una difesa raramente sollecitata e alcuni giovani ancora da liberare dalle esitazioni. Il Cagliari è apparso fisicamente in buone condizioni. Ora serviranno ritmo, coraggio e automatismi. Ed è proprio su questi aspetti che il tecnico batte con insistenza da settimane.

Nel sistema verranno inseriti gli ultimi arrivati Kevin Carlos, Maldini e Aurelio, desiderosi di ritagliarsi uno spazio degno di nota.

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Commento da Facebook
2 mesi fa

forse manca ancora qualcosa , ma vedremo…

Pinturicchio (un pittore vero mica DelPiero)
2 mesi fa

ah , quello che ha sostituito winks era Prati? é peggiorato parecchio poverino! Se prima entrava in campo col tutù e danzava sulle punte ora entra sculettando coi tacchi a spillo per passeggiarci sulle balle! Ma possibile che non lo vogliano neanche in serie C questo impiastro?

Massimo58
2 mesi fa

Mancano 2 settimane allo inizio del campionato e la squadra fisiologicamente difetta di brillantezza e ritmo.a me sembra ,però, che il sistema con i 2 mediani sacrifichi i giocatori di maggiore qualità,come fazzini e maldini.per sfruttare le loro qualità,dovrebbero giocare dietro la punta ,con le spalle un centrocampo con adopo(fuori ruolo da trequartista) ,romano ed un playmaker.nel ruolo non mi convince winks:aslani e soprattutto ricci sono in uscita da inter e milan.

Ziofranco
2 mesi fa
Reply to  Massimo58

Come fai a dirlo se Maldini non ha ancora giocato? Vediamo con lui come si mette

Commento da Facebook
2 mesi fa
Reply to  Ziofranco

A me pare invece che i due mediani permettano proprio a Fazzini di giocare più avanti, cioè nel suo ruolo. In quanta Maldini, come hai detto tu, impossibile parlarne prima di averlo visto in campo. Come ho scritto nell’altro post sono invece perplesso sulla posizione di Adopo, ma il fatto che io sia perplesso non significa che io abbia ragione. Solo il campo ci dirà come stanno le cose. ♥️💙👋🏼👋🏼

Commento da Facebook
2 mesi fa

Tu dici che i due mediani permettono a Fazzini di giocare più avanti, “nel suo ruolo”. Domanda: quale ruolo esattamente? Perché Fazzini non è un trequartista puro che sta fisso tra le linee. È un centrocampista dinamico che lavora tanto in ampiezza e in inserimento. Se metti due mediani davanti alla difesa, sì, in teoria gli liberi spazio davanti. Ma solo se quei due mediani sanno gestire i tempi, coprire le uscite e non lasciare buchi quando uno sale. Altrimenti Fazzini si ritrova a dover rincorrere all’indietro più di quanto dovrebbe, e il “ruolo più avanzato” diventa solo un’illusione di… Leggi il resto »

Commento da Facebook
2 mesi fa

Continui a capire poco di me. Forse con questa risposta capirai di più. Il tuo dubbio vale esattamente quanto il mio. Hai perfettamente ragione dal punto di vista tattico. Cioè: se i due mediani sanno gestire i tempi, coprire le uscite e non lasciare i buchi quando uno sale il mio discorso su Pazzini è valido, altrimenti come hai detto tu non è valido è Fazzini si ritrova a dover inseguire gli avversari. Ma chi ti ha mai detto che a me non piace confrontarmi dal punto di vista tattico con gli amici di Calcio Casteddu? Mi devo ripetere per… Leggi il resto »

Massimo58
2 mesi fa
Reply to  Ziofranco

Maldini è un trequartista con capacità di inserimento .come seconda punta ne riduci lo spazio di azione e quindi lo limiti.fazzini è un centrocampista offensivo di qualità.come terzo di centrocampo avrebbe anche e,conoscendo pisacane,soprattutto compiti di copertura.il più evidente limite della squadra,da quanto si è visto,è il difetto di qualità negli ultimi 30 metri.fazzini e maldini ce la possono dare se non sacrificati.ripeto:winks non mi convince.lui al posto di gaetano è una bella perdita

Commento da Facebook
2 mesi fa
Reply to  Massimo58

A mio parere ad ogni amichevole si sono fatti gradualmente dei passi avanti. Per quanto riguarda Winks sono in completo disaccordo con te: Per me ha dimostrato di essere un ottimo organizzatore di gioco, un giocatore di grande esperienza che è sempre al centro della manovra ed organizza la squadra sapientemente. Non ha la fantasia di Gaetano, soprattutto negli sganciamenti in avanti, ma a questo penseranno altri giocatori. Per me il problema regista è risolto con Winks (il campo dirà se mi sbaglio o no). Proprio il doppio mediano permette a Fazzini di giocare un po’ più avanti, in quello… Leggi il resto »

Tano
2 mesi fa

Se facciamo tre punti dopo cinque giornate..possiamo portare le rose a Sant’Efisio…squadra senza logica di gioco.. Pisacane non insegna una beata ceppa.. siamo veramente SCARSI

Giampaolo
2 mesi fa

Mah…sono pareri ovviamente…a me questo winks finora a detto poco,oserei dire : ma in queste partite il pallone lha toccato??? Obert il solito impresentabile ( scusatemi ,ma con tutta la volontà proprio non mi piace ) per gli attaccanti il problema è sempre lo stesso, prima serviamoli poi giudichiamo, se non gli arriva un pallone e difficile far gol

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