Fabio Macellari, oggi cinquantenne, difensore da calciatore anche del Cagliari dal gennaio dal 1997 al 2000 e poi nella stagione 2003/2004, è stato condannato a 8 mesi di reclusione e 1800 euro di multa per spaccio di droga. il tribunale di Piacenza, in cui Macellari è comparso come imputato (in un procedimento scaturito da un’indagine antidroga condotta nel 2019 dai carabinieri di Bobbio) ha emesso il suo verdetto.
Le parole dell’ex rossoblù
“Ne facevo uso e ho fatto del male a me stesso, ma mai e poi mai mi sono permesso di cederla. “Ho guadagnato tanti soldi quando ero un calciatore e all’epoca pagavo tutto agli amici. Terminata la carriera sportiva, mi sono trovato a dover lavorare ma con quello non c’entro niente, non ho mai venduto cocaina. Cedere droga non mi appartiene proprio”, ha affermato rilasciando dichiarazioni spontanee. Macellari è stato invece assolto da altri due capi di imputazione. Dopo la sentenza è stato subito riaccompagnato al carcere delle Novate di Piacenza, dove stava già scontando una pena di cinque anni (stabilita dal tribunale di Cagliari) in questo caso per maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna ed estorsione ai danni della madre della sua ex.
In merito a questa sentenza l’avvocato difensore d’ufficio di Fabio Macellari Monica Giuppi aveva dichiarato che “dall’istruttoria del processo è emerso che l’ex giocatore acquistava cocaina, come lui stesso ha ammesso, perché all’epoca era tossicodipendente. Un fatto che (ha rimarcato la legale) appartiene al suo passato, dato che ora si è disintossicato. Ma non c’è un solo atto che provi le cessioni. Ritenevo che dall’istruttoria non fosse emersa la la responsabilità penale dell’imputato, perché secondo me non erano riconducibili episodi di spaccio, anche perché, non ha mai ceduto sostanze stupefacenti ma, al massimo, ha fatto uso di gruppo, così come ha dichiarato in aula”.
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