Nel panorama della Serie A, il Cagliari si distingue per una caratteristica ormai divenuto tratto distintivo consolidato recente: la forte presenza di calciatori italiani all’interno della rosa, una scelta che rispecchia in pieno la filosofia introdotta dalla società negli ultimi anni. Secondo le rilevazioni riportate da La Gazzetta dello Sport, il 73,7% dell’organico è composto da giocatori tricolore, percentuale che guida questa particolare classifica nel massimo campionato.
Vantaggi su larga scala
La prevalenza di giocatori italiani offre vantaggi immediati in termini di comunicazione, adattamento e comprensione dei meccanismi tattici, elementi diventati fondamentali in un campionato sempre più competitivo. Oltre all’aspetto linguistico e culturale, la strategia risponde anche a una logica di continuità: il club ha puntato su un nucleo stabile di elementi formatisi nel vivaio italiano, spesso con esperienze nelle selezioni giovanili azzurre. Questo ha permesso di costruire una struttura solida, nella quale i calciatori conoscono perfettamente le dinamiche del calcio nazionale e riescono a interpretare con naturalezza le richieste del tecnico. La coesione interna si riflette poi sul campo, dove il gruppo mostra un’identità riconoscibile, fatta di compattezza, intensità e disciplina tattica.
Sostenibilità
L’approccio adottato dal Cagliari si inserisce anche in una prospettiva di sostenibilità: investire su profili italiani permette alla società di mantenere un equilibrio economico, ridurre i tempi di ambientamento e lavorare su una base stabile nel medio periodo. In un torneo dove molte squadre si affidano a organici internazionali, i rossoblù scelgono invece la strada della continuità culturale, rendendo questa peculiarità un valore aggiunto. Anche a livello di guida tecnica. Basti pensare che Fabio Pisacane è il decimo allenatore italiano consecutivo del club isolano, dopo l’ultima presenza estera di Diego López nell’annata 2017-18.
Una piazza sempre più appetibile: l’auspicio
Chiaramente, se prendiamo ad esempio il caso di Palestra – in prestito secco dall’Atalanta – si può solo applicare il concetto del “qui e ora”. La valorizzazione dei giocatori di proprietà, con le conseguenti plusvalenze tali da creare un plus economico, è l’elemento chiave che possibilmente lega tutto. Tutto nell’ottica di aumentare le risorse; poter diventare una piazza sempre più appetibile in sede di mercato; attirare profili di valore e potenziare la rosa; puntare a migliorare la classifica nel tempo. Non si tratta di un meccanismo privo di trappole, il Cagliari e il presidente Giulini lo sanno bene per gli errori commessi in passato. Parlavamo del tempo. L’unico giudice che potrà dire, in futuro, se la strategia messa in campo dalla società rossoblù sia stata positiva a 360 gradi. All’interno della quale devono trovare spazio anche i sogni dei tifosi.



Chi se ne frega se sono italiani o no, a noi interessa che ci siano dei bravi giocatori, cosa ormai rara a Cagliari.
Beh ovviamente essendo senza soldi stranieri di valore non può di certo acquistarli quindi gli unici che possono arrivare sono quei bidoni alla ze scarso,ca..zzidiakos è la banda del carrozzone improponibile alla ventresca capo banda e via discorrendo
Dovrebbe essere la strada di tutte le società di serie A, a partire da quelle che hanno maggiori disponibilità economiche. Uno dei requisiti per tornare a essere competitivi con la nazionale.
Bravo Paolo,ottimo commento,pienamente d’accordo con te,l’importante è comprare giovani validi e se valgono farli giocare,esempio Palestra ed Idrissi….peccato solo che Palestra sua in prestito secco.
Gli italiani vanno benissimo, però non i primi che passano x strada, i risultati sono meno entusiasmanti ed entusiasti dell’articolo come sempre indirizzato a difendere la società
Al momento,la pretesa strategia ha prodotto una rosa chiaramente inadeguata al mantenumento della categoria.quanto alla valorizzazione di giovani prospetti,la si sta attuando benissimo con palestra,peccato che sia della atalanta.vogliamo parlare invece di prati,folorusho,esposito,modesto il primo e penalizzati da un impiego dissennato per colpa di pisacane, pure lui scommessa fallita in partenza?poi i giocatori italiani vanno bene se valgono anche in potenza;per niente se sono privi di qualità
sarei curioso di sapere quanto paga il cialtrone interista per far scrivere certe assurdità, incentrate esclusivamente a portare alla ribalta con trionfalismi al seguito , un andazzo che ci sta facendo sprofondare in serie B. Una squadra imbottita di giocatori italiani ci sta quando questi hanno un senso e un perchè, ma dal momento in cui la maggior parte sono scarsi e inadeguati, non c’è motivo di andare a leccare il deretano di questa proprietà di incapaci. Dove sta l’aspetto positivo?
Ennesimo inno alla gioia dell’organo di stampa ufficiale della società. Siccome non sanno più come difendersi dal penoso andamento, peraltro scontato e inevitabile, di questa stagione, allora spiattellano numeri a casaccio, come quelli che ci raccontano che Cagliari è la città più felice in cui vivere. Questa buffonata dell’identità sarda è menate simili è l’effetto del braccino corto e del portafoglio vuoto. Le chiacchiere stanno a zero. Chiedete ai vari Ranieri, Nicola ecc per conferma.
Giulini ci riempie di certezze. Per esempio, la certezza di occupare sempre e comunque una delle posizioni tra le 16ma e la 20ma
Non vi va mai bene neanche con gli Italiani in campo.
Se c’erano troppi stranieri avreste murrungiato comunque e qualsiasi sia la ragione ce sempre da lagnarsi.
Siete peggio delle suocere!!
Apri gli occhi, svegliaaaaa…. Sono anni che prendono per il naso e ancora pensi che dietro questo andazzo da quart’ultimi della classe ci sia davvero un progetto?
A gennaio via gli italiani mazzitelli, di pardo, zappa, borrelli. Serve un terzino destro che sappia marcare, un attaccante di razza che la butta dentro, un esterno offensivo e un regista davanti la difesa.
Borrelli ha già fatto 3 gol e lo vorresti vendere 🤣🤣🤣🤣 sei apposto
Zappa finirà la carriera nel Cagliari, diventerà l’ennesima bandiera come è giusto che sia sulla falsariga di Diego, Ago, Dany, Pavo e Ale. Bravo ragazzo, serio, senza richieste e di poche pretese, a Cagliari ci piacciono così. Vai Gabry.
e soprattutto scarsi come la m&rda, giusto per non disattendere le aspettative