L’edizione di Repubblica, sull’inchiesta che ha coinvolto l’ex presidente di Genoa e Livorno, l’imprenditore Aldo Spinelli, ha sentito Massimo Cellino. Il quale, in comune con Spinelli ha la passione per il calcio, visto che Spinelli è stato patron del Genoa dal 1985 al 1997, e poi del Livorno dal 1999 al 2021. “Aldo – afferma Cellino – è tirchio come una capra. Lo conosco meglio delle mie tasche, non credo a una riga delle accuse di corruzione che gli vengono mosse. Tutte minchiate. Si è solo fatto fregare dalla politica, ancora una volta. Aldo è uno che si è fatto un mazzo così per tutta la vita, figuriamoci se va a buttare via tutto in questo modo. È una macchietta, piuttosto, quello sì, che ha sempre sbagliato a pensare di potersi permettere di dire tutto, o quasi”.
“Una volta – dice ancora l’ex presidente di Cagliari e Leeds, ora a capo del Brescia – in vacanza a Portorico lo portai in clinica per curare una congiuntivite. Lo fecero attendere e lui si mise a urlare di volersi comprare tutto l’ospedale. Quando in Serie A si decise di passare dai due ai tre punti a vittoria, sarà stato 1994 o 1995, in riunione di Lega fece una scenata perché aveva appena firmato Scoglio come allenatore e disse: Belin quello mi va avanti di soli pareggi, son rovinato. Non ci credo – conclude Cellino – alle accuse di corruzione. Aldo è soprattutto un uomo solo, che non ha mai avuto il tempo per gli amici, e non ha retto la perdita della moglie, una donna straordinaria. Lavora ininterrottamente da 84 anni, il giorno che smette di farlo muore. Ha solo pensato ancora a rilanciare, ancora su nuovi lavori, ancora una volta”.



Povero Spinelli! “Uno Buono” come cantava Bennato.
Era buono e onesto…
Certo, come no.
Non lo dice solo perchè era suo amico.
Sarebbe ora di smetterla di pubblicare certi articoli che servono solo ad aizzare i pro e contro Cellino oppure Giulini
Condivido in pieno.