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Ranieri: “In campo voglio dei guerrieri, ai tifosi dico di starci vicini”

Il nuovo tecnico rossoblù si (ri)presenta alla stampa e ai tifosi dopo il bagno di folla in aeroporto

EGOISMO.Sono entusiasta di poter sedere sulla panchina del Cagliari. Dentro di me c’era un maremoto, perché c’erano emozioni indelebili del passato. A un certo punto ho levato la parte egoistica di me, perché in Sardegna ho capito che potevo fare l’allenatore. Abbiamo fatto quella cavalcata e dentro di me ho sempre portato quei tre anni in ogni squadra dove sono andato. Tutti questi miei ricordi mi mettevano paura e mi chiedevo: perché dovrei sporcare questi ricordi bellissimi? Ma poi ho detto: perché devo essere così egoista? Il figlio di Riva mi scriveva, mi chiedeva di tornare. Mi ha ricordato che il papà è tornato come presidente onorario senza sporcare ciò che è stato. Tutto questo entusiasmo lo devo tramutare in punti, perché sono stato chiamato per questo”.

IDENTITÀ. “I giocatori oggi sono diventati più bravi perché sanno giocare con più sistemi di gioco. Sono contento di tornare e iniziare. Non vedo l’ora di sentire il pubblico, perché l’entusiasmo ce lo devono dare loro. Non c’è peggior cosa di giocare in casa e sentire i tifosi mormorare. Tutti vogliono battere il Cagliari quando vengono qui, dunque ai tifosi dico stateci vicino. L’Athletic Bilbao ha solo giocatori baschi, io voglio giocatori che sentano l’identità dell’Isola”.

NAINGGOLAN. “Ogni giocatore rende in maniera diversa a seconda dell’allenatore. Voglio conoscere bene i giocatori a disposizione prima di scegliere. Voglio giocatori che desiderano restare qua, sennò li accompagno io fuori. Ho bisogno di guerrieri. I giocatori che porteremo sull’Isola non li dobbiamo sbagliare. Nainggolan? Probabilmente lui spinge per tornare, ma noi non ne sappiamo niente“.

LAVORO. “Per carattere voglio sempre tutto e subito. Partendo con l’handicap cercheremo di fare il meglio. Quello che posso promettere è entusiasmo, amore e lavoro. Il contratto lungo è per cercare di trovare i giocatori giusti per il futuro del Cagliari. Sono qui per tracciare una linea, col direttore Bonato ci siamo capiti subito“.

AMBIENTE. “Visto da fuori il Cagliari mi dava l’idea di una squadra che non si è ambientata in Serie B, perché è diversa la Serie A. Quando scendi di categoria diventi la squadra da battere, per cui quello che voglio capire è se questi ragazzi hanno capito di essere in B. Il Crotone di recente ha fatto A, B e C. Il Cagliari quando arrivai veniva da una discesa A, B, C e quel Cagliari non aveva capito di essere in C. Arrivai qui proprio perché li avevo battuti in C, li vedevo palleggiare mentre si riscaldavano e dissi ai miei: mangiamoceli vivi”.

SISTEMA. “Modulo? Non ho un modulo di riferimento. Il riferimento me lo danno i giocatori. Abbiamo due grandi attaccanti e io voglio tenermi i miei attaccanti. Se vanno d’accordo sono poche le squadre di Serie B con queste bocche di fuoco. Spesso bisogna cambiare sistema di gioco e sorprendere l’avversario”.

PUNTARE IN ALTO. “La classifica è veritiera ovunque, è quella che ti dice il valore attuale della squadra. Abbiamo due lepri davanti, ma da allenatore del Cagliari l’obiettivo che devo mettermi è riprenderle. Non devo guardarmi dietro, devo chiedere il massimo. Se ti alleni a cento all’ora giocherai a novanta all’ora. Io voglio sempre di più“.

ROSA. “Sarà un mix di giovani ed esperti, guarderò a chi si integra meglio con i compagni di reparto. Poi non guarderò a stipendio o età“.

BAGAGLIO. “Porto tutte le mie conoscenze, tutto quello che ho immagazzinato sui campi dove sono stato. Allenamenti a porte aperte? Ci sto pensando, ma quello che mi piacerà fare è andare a giocare il giovedì in giro per i campi qua vicino. Loro vengono a vedere la partita nostra la domenica e noi andremo da loro. Se si potrà fare vorrei farlo”.

CLASSIFICA. “Una situazione simile? Andai al Parma ultimo in classifica a metà febbraio e ci salvammo, idem alla Sampdoria. Qui dobbiamo salire. Non prometto che ci riusciremo, ma daremo il massimo. Cercherò di inculcare i valori dell’appartenenza”.

LOTTA. “Voglio dei guerrieri, devono darmi il 100%. Sfida più grande in carriera? Sfida particolare, la sento mia, mi bolle dentro. Sennò non sarei tornato“.

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