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“Rossoblù: una squadra, un’Isola”: 1ª puntata dello speciale Rai

Questa mattina, su Rai 3 Sardegna, è andata in onda la prima puntata del documentario “Rossoblù: una squadra, un’Isola” dedicato alla storia del Cagliari

Rai 3 Sardegna ha mandato in onda questa mattina la prima delle due puntate di un documentario realizzato sulla storia del Cagliari, dal titolo: “Rossoblù: una squadra, un’Isola“. Di Bepi Vigna e Elio Turno Arthemalle, vede quest’ultimo raccontare le vicende del club, rigorosamente in casteddaiu: parte dallo stallaggio Meloni, primo storico campo di gioco della squadra e visita la città proseguendo nella narrazione.

Il rosso e il blu che arrivano nel 1927, gli aneddoti come quello su Fradelloni: soprannominato “Manina” perché tendente ad aggiustarsi il pallone con il braccio durante il gioco. Poi il trasferimento nell’impianto di via Pola, dove oggi è presente la MEM. La Serie B nel 1931, l’arrivo di Egri Erbstein in panchina che poi perirà a Superga con il Grande Torino.

Il figlio Giorgio rievoca la parabola del mitico Vincenzo “Cenzo” Soro, portiere, che assaggiò per brevi attimi la chance di giocare nella Juventus. Il giornalista Valerio Vargiu spiega i primi problemi economici che costrinsero il club a rinunciare a certi palcoscenici e i primi vagiti di rinascita alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Le immagini di Cagliari ferita dai bombardamenti fanno ancora sensazione. E suscitano grande tristezza.

E ancora: il celebre e doloroso spareggio contro la Pro Patria per salire in Serie A, che Giorgio Soro racconta nelle parole del padre: una sconfitta con movimenti sospetti, diciamo così… Domenico Loi diventa presidente, in panchina Federico Allasio, Erminio Bercarich è il nuovo bomber. Un viveur malsopportato dal Mister, che osteggiava il rapporto economico privilegiato che Loi aveva stabilito con il giocatore: Bercarich sarebbe poi morto in povertà.

Rocca nuovo presidente e Arrica suo braccio destro negli anni Sessanta, Arturo “Sandokan” Silvestri allenatore: la prima storica promozione in Serie A nel 1964, un evento ben al di là del fatto meramente sportivo. Una città per la prima volta in festa, quel sentimento che fa gonfiare il petto d’orgoglio. Fanno tenerezza le immagini in bianco e nero di quel Cagliari ancora costretto ad allenarsi su un campo spelacchiato e l’omaggio a Gigi Riva della tifosa Gianfranca Chessa, del cantautore Piero Marras e del giornalista Luca Telese.

Adriano Reginato, che sarebbe stato dodicesimo di Albertosi nell’avventura tricolore, ricorda con orgoglio il record d’imbattibilità di 712 minuti colto nel campionato 1966-67. La figura del tifoso Mario “Marius” Sardara e del suo bar quale tempio del tifo cagliaritano. Insomma: l’inizio della leggenda e dell’onda lunga che avrebbe portato allo scudetto ’70.

Seguirà prossimamente la seconda puntata.

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