Road to Euro 2020 – Le stelle del passato (1992-2016)

La fase finale di UEFA Euro 2020 è alle porte: Calcio Casteddu ha realizzato per voi una guida per preparare i nostri lettori all’evento tra storia e attualità. Buon viaggio!

SESTA PUNTATA. Scopriamo in breve cosa è accaduto nelle quindici edizioni precedenti del Campionato d’Europa per nazioni. Le protagoniste e la storia del torneo in pillole: è il turno dei giocatori-simbolo del passato, tra il 1992 e il 2016.

Kim Vilfort (Danimarca, 1962)

Centrocampista dinamico e baffuto, commuove il mondo facendo la spola tra la Nazionale e il capezzale della figlia morente per una malattia incurabile. Il bellissimo gol in finale alla Germania, che suggella il clamoroso successo danese, è il dolce balsamo per lenire un cuore in perenne tumulto.

Oliver Bierhoff (Germania, 1968)

Quando il brutto anatroccolo diventa cigno. L’attaccante dell’Udinese arriva in Nazionale in età matura, cogliendo l’attimo all’Europeo inglese: è l’eroe dell’ultimo atto contro la Repubblica Ceca, dove sigla una doppietta – con tanto di Golden Gol – che gli regala un posto nella storia.

Zinedine Zidane (Francia, 1972)

Il fantasista franco-algerino, dopo aver regalato ai Bleus la Coppa del Mondo due anni prima, sciorina tutto il suo campionario di talento. Incanta la platea con tocchi di palla voluttuosi, giravolte, fiammate di genio. Oltre a Euro 2000, non porterà però a casa quell’anno il Pallone d’Oro.

Angelos Charisteas (Grecia, 1980)

Il protagonista che non ti aspetti. Prima punta dall’andatura caracollante, capace nel gioco aereo, era sconosciuto ai più prima del torneo nonostante il double con il Werder Brema. Decide, sempre per 1-0, quarti di finale e ultimo atto contro il Portogallo.

Marcos Senna (Spagna, 1976)

Centrocampista ad alto rendimento della Spagna campione, ricalca le orme dell’altro oriundo brasiliano Donato Gama da Silva, che aveva giocato Euro ’96 dopo naturalizzazione. Oltre alla coppa, si porta a casa un posto nella Top 11 della manifestazione.

Andrea Pirlo (Italia, 1979)

Il cervello della Nazionale di Prandelli che arriva, contro ogni previsione, alla partita decisiva. Delizia con visione di gioco, intelligenza e giocate telecomandate. Peccato non riesca a mettere in bacheca, dopo il Mondiale di sei anni prima, pure l’Europeo.

Dimitri Payet (Francia, 1987)

L’uomo dei gol spettacolari. Nato a Réunion, imperversa grazie a dribbling e faccia tosta. Rete più assist all’esordio con la Romania, segna di nuovo contro Albania e Islanda. In finale <azzoppa> Cristiano Ronaldo: tuttavia la sua Francia deve rinunciare al trofeo.

 

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