Resta in contatto

Rubriche

IL DRIBBLING DI… MARIO FRONGIA. Cagliari, sprofondo rosso con il Benevento!

Nandez, espulso, e soci crollano in casa con la neopromossa di Pippo Inzaghi. Interviste, sparate e promesse non bastano. Dal campo un verdetto impietoso pur un buon Nainggolan per 20’

Considerazione numero uno: oltre al Ninja, bentornato, serve ben altro. Numero due: la situazione è preoccupante. Molto preoccupante. La classifica e il calendario (domenica a Firenze, quindi il Milan alla Sardegna Arena, sono da brivido. I tifosi hanno ragione a scuotere la testa. D’altronde, metterla sotto la sabbia per negare campagna acquisti e cessioni deficitaria, il taglio di figure competenti e ben inserite, rosa con troppi doppioni e alcuni inadeguati, atteggiamenti opachi e un occhio e più attento al merchandising e al commerciale, non paga. Il che non significa che avere i conti in regola o puntare sui giovani sia un male. Anzi. Ma occorre una quadra. Con Eusebio Di Francesco che – pur pagando colpe non solo sue – pare essere un tanto in confusione. La squadra nel secondo tempo ha fatto un tiro e mezzo in porta, i cambi hanno mutato di poco o nulla l’inerzia della partita. La poca qualità si è fatta sentire. E adesso, il mercato diventa cruciale. Intanto, l’aria si è fatta molto pesante. Il Benevento? Ha 21 punti dopo sedici turni: gli stessi che ha fatto nell’anno in cui è retrocesso. Chapeau!

ASPETTATIVE DELUSE. La squadra dei 57 tiri in porta nelle ultime due partite contro il Cagliari dei 4 punti nelle ultime otto gare. Entrambe sono nel terzetto delle peggiori formazioni della A per possesso palla, battute solo dalla Samporia. Eusebio Di Francesco piazza Pavoletti e Nainggolan dal 1’. Ma non è una notizia. Mentre Caligara la spunta su Oliva e Tramoni, possibile terzo avanzato con il Ninja in mediana. Tripaldelli al posto di Lykogiannis, Sottil in panca. Inzaghi riparte dai due ex, Ionita (132 gare, 6 reti in rossoblù) e Sau (202 gare in rossoblù e 49 reti)). Schiattarella e Lapudula in attacco, con l’eterno Glick a guidare la difesa. Si parte. L’approccio è buono. Su palla morbida di Nainggolan, gol annullato erroneamente a Pavoletti, lo scontro con Montipò pare insignificante. Il match è subito caldo: nei primi 6’ Abbastista ammonisce Caligara e Schiattarella. La partenza è positiva: finalmente il Cagliari è aggressivo dal via. Il 4-2-3-1 viene sgretolato dal Ninja che va a ovunque. Al 12’ Cragno su Lapadula: rigore prima concesso, poi cancellato. Le immagini scagionano il portiere. Sau a seguire, difesa di gesso, perdona il Cagliari con scavetto a tu per tu di nulla a lato. 

Il Benevento leva il fiato. Con Insigne e Hetemaj, Tripaldelli e Caligara sono in affanno. A destra, per Zappa e Nandez su Barba e Ionita, va meglio. Marin, poco incisivo nelle due fasi, ha un bel destro. Ma c’è Nainggolan. Su palla recuperata, l’indo-belga impegna Montipò da 50 metri. Dal corner l’1-0 di Joào Pedro. La reazione ospite è debole. I rossoblù ripartono, sempre con il numero 4. Che spara due bordate alle stelle dal limite, peccato. Poi, al 42’, c’è Sau: gran gol in mezza girata al volo su assist di Schiattarella: 1-1. Ma Walukiewicz dov’era? Anche se la società lo dà nell’orbita delle grandi d’Europa (!), il polacco deve ancora crescere. Due minuti e il Benevento passa in vantaggio: Tuia di testa, completamente solo, precede tutti.  Un altro inserimento del tonarese pare letale. Il bilancio? Enormemente deficitario. 

FANTASMI ALLA SARDEGNA ARENA. Sottil al posto di Caligara è il minimo per provarci. Marin sbaglia lo stop elementare su palla dentro l’area di Nàndez. Male. Il Cagliari ha il pallino, il Benevento viene schiacciato.  Il neoentrato impegna Montipò, corner. I rossoblù pressano, Difra urla come un ossesso. Se dopo 20’ del secondo tempo perdi in casa e sei a 3 punti dalla terzultima piazza, c’è poco da stare tranquilli. Entra Simeone, fuori Tripaldelli: Eusebio gioca all’attacco. Escono Sau (tra i migliori) e Lapadula per Caprari e Di Serio: i due si divorano il 3-1. Entra Pisacane per Ceppitelli. All’80 si chiude il quarto debutto in rossoblù di Nainggolan: sufficienza striminzita solo per i primi 20’. Poi, dinamismo da ritrovare in rossoblù e idee stentate. Deve ritrovare ritmo e continuità. Entra Pereiro. La palla pesa cento chili, la paura incombe e favorisce chi deve difendersi. Nàndez perde la testa, doppio giallo. Inaccettabile. In dieci, ci prova Pavoletti. Inzaghi inserisce Maggio e Dabo. Destro di Simeone nel recupero, Montipò para.  Finisce 2-1. La crisi è granitica.

Pazienza e Pisadog. “Le feste sono finite. Ora basta! Sconvolts!” Lo striscione è comparso allo stadio nel cuore della notte, in pieno coprifuoco. L’hanno piazzato di fronte all’ingresso delle squadre. La pazienza è agli sgoccioli in tutti i segmenti della tifoseria. Fabio Pisacane, 151 presenze al Cagliari, contratto in scadenza a giugno. Coperta buona per tutte le occasioni, comprese le costole fratturate e la disponibilità data a Zenga. Ma pare sia game over. È quasi fatta per un biennale al Lecce. In bocca al lupo. Però! Gli indicano l’aeroporto manco fosse un kleenex. E sarebbe crudele se corrisponde al vero quel che gli avrebbe detto il presidente del Cagliari quest’estate: “Fabio, vai all’Olbia!”. Di Francesco si è adeguato. In ritiro al difensore dei Quartieri spagnoli, avrebbe detto: “Lavora, ti seguo, così come seguo Ladinetti!”. Non occorre essere scienziati per intuire lo sgarbo.

Al di là delle considerazioni oggettive, perché se è vero che non parliamo di Nesta o Sergio Ramos, è altrettanto assodato che il giovane centrocampista deve ancora diventare calciatore maturo. Aver messo sullo stesso piano, se non altro per educazione e rispetto, un difensore di 32 anni con oltre 140 gare e tre reti in A con un ragazzino del 2001 è e rimane un errore. Poi, ci sono i puntini di sospensione: possibile, per stare all’ultima imbarazzante imbarcata con il Napoli, ma anche alle giocate odierne di Sau, che Pisacane non potesse essere utile alla causa con i rapidi e piccoletti Lozano, Insigne e Di Lorenzo? Non può esserci risposta. Ma le scelte sono state diverse. Così come quelle avute dal campo. Intanto, il presidente, intervistato e messo a suo agio, cambia scenario: Pisacane, magari resta. Gli voglio bene”. Sigh!

 

104 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
104 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

(SONDAGGIO) Ripartire da Agostini o cambiare ancora?

Ultimo commento: "IO O PAURA CHE L'ANNO PROSSIMO L'ALLENATORE DEL CAGLIARI SARA INDOVINATE UN PO? GIULINIIIIII CON PASSETTI PROMOSSO DIRETTORE SPORTIVO....VISTO CHE..."

(SONDAGGIO) Pereiro, fuoco di paglia o serve fiducia?

Ultimo commento: "Bravo, ma senza "garra"!"

(SONDAGGIO) Cagliari-Sassuolo, ultima spiaggia per Mazzarri?

Ultimo commento: "Non credo che Mazzarri abbia molte colpe, visto che ha trovato una squadra inadeguata e anche impreparata, gli innesti di dicembre hanno portato..."

(SONDAGGIO) Cambio in panchina, giusto esonerare ora Mazzarri?

Ultimo commento: "decisione tardiva ma indispensabile. con Mazzarri la B era sicura , forse adesso c è qualche stimolo in più. Purtroppo è l epilogo di una serie di..."

Mazzarri, i lettori di CalcioCasteddu vogliono finire la stagione con il tecnico

Ultimo commento: "In ogni caso,ce la siamo scappati lo scorso anno, per il rotto della cuffia. La Salernitana, grazie a Nicola, provvidenziale il cambio,Colantuono è..."
Advertisement

I Miti rossoblu

16 campionati in rossoblu per la bandiera del Cagliari

Daniele Conti

Il portiere del leggendario scudetto del 1969-70

Enrico Albertosi

Magic Box è stato il calciatore sardo più forte in assoluto

Gianfranco Zola

Il giocatore più importante di tutta la storia del Cagliari

Gigi Riva

"Bonimba", uno dei più forti attaccanti rossoblu

Roberto Boninsegna

Altro da Rubriche