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Cagliari 1920 - 2020

La stagione 2008/2009: con l’esordiente Allegri in panchina, il Cagliari vola

Prosegue il nostro cammino che ci porterà a toccare tutte le tappe più importanti dei cento anni della storia rossoblù: Cellino si affida al suo ex giocatore e non sbaglia

Dopo la bella salvezza del campionato precedente, il Cagliari si rituffa in un nuovo campionato di Serie A ma senza l’allenatore che ha compiuto l’impresa.

ALLEGRI. Davide Ballardini non si accorda col presidente Cellino, che vira dunque verso altri lidi. Ancora una volta il suo sguardo punta su di un esordiente. Si tratta di Massimiliano Allegri, ex giocatore rossoblù, in quel momento tecnico del Sassuolo, neo promosso in Serie B.

IL MERCATO. Diversi i movimenti: in uscita Capecchi, Storari, Foggia, Del Grosso e Marchini. Arrivano invece i portieri Marchetti e Lupatelli, poi Astori, Matheu e Lazzari.

L’AVVIO DI CAMPIONATO. Disastroso: la prima gara coincide con l’esordio al Sant’Elia, dove il Cagliari perde pesantemente contro la Lazio: 1-4 il finale. Non basta: anche le successive quattro gare saranno solo sconfitte, alle quali si aggiunge la brutta uscita dalla Coppa Italia contro la Reggina (0-4). Secondo il modus operandi del presidente Cellino, il destino di Allegri sembrerebbe segnato. Ma così non è: la squadra si riprende proprio nel confronto interno col Milan, uno 0-0 che fa intravedere come il patron rossoblù non si era proprio sbagliato. Il primo successo della sua stagione, il Cagliari lo coglie la domenica successiva, sul campo del Torino. Arriva poi quello col Chievo: vittoria importante, che permette ai rossoblù di lasciare l’ultimo posto in classifica. Importante la serie positiva casalinga: cinque vittorie consecutive, appena due le reti subite. Per contro, il rendimento esterno non è dei migliori, con tre sconfitte e un pareggio sempre nello stesso periodo. Ma la classifica ora è decisamente migliorata.

IL GIRONE DI RITORNO. Al giro di boa il Cagliari cambia addirittura marcia, tirando fuori il meglio di sé. Dopo alcune vittorie sia interne che esterne, arriva quella prestigiosa sul campo della Juventus (3-2), un successo che mancava negli annali rossoblù addirittura dai tempi di Riva e Boninsegna. I rossoblù si arrampicano fino al settimo posto, iniziando a coltivare incredibili sogni europei. Succede però che una sconfitta interna, quella con l’Atalanta, smorza le velleità dei rossoblù. Arriva pure quella esterna sul campo dell’Udinese: in quest’ultimo caso, un successo avrebbe potuto anche significare l’aggancio al quarto posto. Così non è stato: la flessione di rendimento non macchia comunque il bel campionato fatto, che si concluderà poi al nono posto in classifica, alla considerevole quota di 53 punti.

 

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