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Maran: “Ferocia e tormento di migliorarci sono il nostro mantra”

In un incontro organizzato nella sede del quotidiano L’Unione Sarda, tutto lo staff tecnico rossoblù al completo ha esposto le varie metodologie di lavoro

Un vero e proprio forum quello organizzato da L’Unione Sarda sulla squadra rossoblù. Erano presenti tutti i collaboratori di Rolando Maran, col tecnico in prima fila a spiegare tutta la metodologia del lavoro che si svolge quotidianamente ad Asseminello.

“Sono del parere che bisogna pensare partita per partita”, spiega il mister, “mantenendo la ferocia mostrata fin qui in campo: dobbiamo avere il tormento di migliorarci sempre. In un anno e mezzo abbiamo inserito qualche nuovo giocatore lavorando sodo. Abbiamo uno staff che si contraddistingue per la massima professionalità e dedizione”.

La formazione il giorno della partita? È solo l’ultimo tassello di una settimana di lavoro: mi confronto con Maraner, poi si valutano tutti i particolari, ma devo per forza mettere davanti le mie sensazioni. Poi è chiaro che ci sia un confronto. Non ci sono differenze nel comunicare una decisione ad un calciatore, non si tralascia il dettaglio e i giocatori sanno che la mia considerazione per loro non cambia”.

IL CAMBIO DI MARCIA. “Rispetto allo scorso anno abbiamo alzato il tasso tecnico e caratteriale del gruppo. L’idea però è sempre la stessa: uscire sconfitti dal campo solo se l’avversario si dimostra più forte di noi. Mi piace come il gruppo vive la quotidianità: abbiamo raggiunto un’alchimia che ora va rinforzata”.

IL LAVORO DI MAX CANZI. “Quando chiamiamo uno dei giovani della Primavera in prima squadra il livello degli allenamenti non si abbassa. Merito di Max Canzi che ha il suo metodo e sta raggiungendo grandi risultati non solo nel suo campionato ma, soprattutto, per quanto concerne la crescita dei ragazzi”.

CHRISTIAN MARANER (VICE ALLENATORE). “Ci serviamo anche della tecnologia: il drone per esempio, su cui Maran è arrivato prima degli altri, cataloga tutti gli allenamenti e aiuta a dare tutte le informazioni possibili sulle caratteristiche di ogni giocatore. Per una questione di sintesi, sono io a fare da tramite tra lo staff e l’allenatore.

IVAN MORETTO (COLLABORATORE TECNICO). Rispetto, trasparenza e sincerità sono le regole base, il mister cura molto i dettagli e noi gli andiamo dietro. Io mi preoccupo di fornire al tecnico un’analisi scritta sulle caratteristiche degli avversari, preparata con una settimana d’anticipo e consegnata il martedì”.

ANDREA TONELLI (COLLABORATORE TECNICO). Sono l’anello di congiunzione tra la parte atletica e quella tecnica. Utilizziamo diversi strumenti all’avanguardia, come dei dischi con luci led attraverso i quali vengono creati dei modelli di movimento, stimolando la risposta dell’atleta a degli impulsi visivi. Si allena così la reattività, la velocità di pensiero sia in situazioni tecniche con palla sia in quelle più prettamente fisiche”.

ROBERTO DE BELLIS (RESPONSABILE PREPARAZIONE ATLETICA). “Avendo alle spalle un rapporto duraturo con Maran è stato facile integrare il mio lavoro col suo. L’organizzazione di gioco aiuta l’aspetto fisico, ma il calcio non è come l’atletica. Abbiamo elaborato i dati dell’anno scorso sui giocatori che già c’erano e abbiamo esaltato, in questo discorso organizzativo, le caratteristiche dei calciatori arrivati quest’anno”.

GIUSEPPE ALLEGRA (PREPARATORE ATLETICO). “L’inserimento nel gruppo è stato più facile del previsto. C’è un’unica linea di pensiero e di lavoro che portiamo avanti ogni giorno in modo sinergico, assieme alla cura dei dettagli che è una prerogativa del mister”.

FRANCESCO FOIS (RESPONSABILE RECUPERO INFORTUNI). “Il gruppo è molto organizzato. Io metto a disposizione le mie competenze nel recupero fisico degli infortunati. Le decisioni su come procedere per reinserire gradualmente un calciatore vengono sempre prese in accordo col tecnico, De Bellis e lo staff sanitario”.

WALTER BRESSAN (PREPARATORE DEI PORTIERI). Ho a che fare non solo con portieri di ottimo livello, ma con ragazzi intelligenti e professionali. Tutti hanno voglia di migliorarsi, anche chi gioca meno. Cragno sta lavorando per recuperare ed essere di nuovo al 100%, quando tornerà darà il suo contributo”.

GIANLUCA MARAN (MATCH ANALYST). Cerco di analizzare le squadre avversarie, prevalentemente con video, non solo nell’immediatezza del match. E poi gli allenamenti col drone e i software, un’idea che nasce dal cercare di migliorare sempre. Credo che tutte queste strumentazioni siano complementari all’organizzazione di qualsiasi percorso di una squadra”.

14 Commenti

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Maurizio
Ospite
Maurizio

Come suggerivo già da diverse settimane, il modulo del Cagliari è il 4-3-2-1…..Maran è uscito allo scoperto, da quando ha iniziato a usare questo modulo il Cagliari ha cominciato a volare……

Pepe Mujica
Ospite
Pepe Mujica

Mirabile giornalismo d’inchiesta.
Linfa vitale per blogger-sanguisuga e non solo, provocatrici e cialtroni. Brucino le mazzine, ciottausu

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

Bisogna proteggere bene i crociati, nel girondi pochi di mesi sono saltati 2 crociati a 2 dei nostri giocatori, evidentemente c’è qualcosa che non va a livello di preparazione.

Shardancast
Ospite
Shardancast

È una cosa che succede in tutte le squadre, dubito c’entri la preparazione, è sufficiente cadere male (come è successo a Pavoletti), o mettere male la gamba; un movimento innaturale dell’articolazione ed ecco che ti parte il crociato, a prescindere dalla preparazione.

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

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https://gianlucadimarzio.com/it/serie-a-limportanza-della-forza-per-non-infortunarsi-e-la-si-aumenta-solo-con-i-pesi-pesanti

Questi articoli dicono il contrario. Bisogna lavorare di più sul bicipite femorale

Granese
Ospite
Granese

Francesca Diana un infortunato è Pavoletti l’altro chi è? Si l’anno scorso si è infortunato Castro, alcuni anni fa Ionita, prima di lui Melchiorri ma questo è fisiologico, in tutte le squadre ci sono atleti che si infortunano per lunghi periodi, poi i nomi sopra scritti sono di atleti non giovanissimi e le percentuali aumentano. L’infortunio di Cragno invece è un fattore traumatico dovuto alla caduta e non rientra nella casistica.

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

Io non ho parlato di Cragno, io ho avuto parlato di Pavoletti e Castro. Si non sono giovanissimi, ma ci sono atleti ultratrentenni che infortuni così non ne hanno mai avuto. Bisogna sempre cercare di prevenire. Per non parlare delle calzature e della postura che causano tendiniti, disturbi come la fascite e le lesioni al soleo.

PaoloS
Ospite
PaoloS

In serie A quest’anno atri giocatori sono stati operati al crociato. Oltre Pavoletti 30 anni e Chiellini 35 si aggiungono pure: D’Alessandro 28,Fares 23, Kuamè 21. Secondo me l’età non conta, ci sono altri dati da confrontare come lo stato del campo da gioco oppure l’essere spostati in volo durante un salto ricadendo scomposti….ecc.Pellegrini x esempio è stato spostato in volo durante una rovesciata ricadendo malamente nell’ultima gara e
fortunatamente si è
rialzato subito. Ciao.

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

Il manto del campo è stato cambiato da poco. Leggete l’articolo che ho messo prima, è interessante… Ne ho trovati diversi a proposito.

ZioFranco
Ospite
ZioFranco

Chiellini, Zappacosta, Kouame, etc. I crociati saltano a molti giocatori di moltissime squadre. Secondo il tuo ragionamento quindi tutte le squadre sbagliano preparazione

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

In un articolo scovato tempo fa si parla di come la preparazione nel precampionato sia inadeguata, non a caso in Premier League si fa una preparazione totalmente diversa.

ZioFranco
Ospite
ZioFranco

Vi ricordate i tempi di Riva, Rivera, Mazzola ma anche quelli successivi di Graziani, Rossi, etc? I crociati non saltavano mai? Vi siete chiesti perchè? Perchè si lavorava meno sui muscoli: chi li aveva li aveva chi no, no. E infatti molti calciatori erano esili. Ora invece si lavora sulla massa muscolare per farla aumentare ma tendini e legamenti sono sempre uguali, non aumentano e sono molto più sollecitati dai muscoli sempre più grossi e gonfi

Francesca Diana
Ospite
Francesca Diana

E soprattutto si rinforzano i muscoli che non proteggono le articolazioni!!

PaoloS
Ospite
PaoloS

Infatti Zio, ti ricordi l’infortunio di Ronaldo Luis (quello brasiliano) in Lazio Inter del 2000. Lui 83/85kg, nello scatto verso la porta avversaria si ruppe malamente il ginocchio senza che nessuno lo toccasse, si accasciò in terra urlando x il dolore. Non son sicuro che fosse il crociato ma nel 2002 tornò a giocare con la sua nazionale. La sfiga? Il fisico? o il terreno di gioco? Possiamo dire che queste cose capitano a chi da sempre il massimo nel gioco?

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