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Atalanta, la macchina del tempo: storia e protagonisti

La squadra orobica, prossima avversaria del Cagliari, negli ultimi anni si è rivelata con costanza una realtà da alta classifica

MARCHIO. L’Atalanta ha rappresentato storicamente una delle cosiddette provinciali più importanti, per vari motivi. Non strettamente di palmares, visto che la compagine orobica vanta in bacheca una Coppa Italia nel lontano 1963 e qualche avventura europea. Atalanta vuol dire calcio romantico, vuol dire programmazione e fucina di talenti. In poche parole, un marchio di qualità di cui si sono fregiati innumerevoli protagonisti del nostro calcio. Dicevamo della Coppa Italia ’63: di quel trionfo fu mattatore un certo Angelo Domenghini, bergamasco di Lallio, poi stella della Grande Inter e del Cagliari scudettato 1970.

Gaetano Scirea

VIVAIO. La squadra atalantina ha vissuto nel corso dei decenni una certa altalena tra Serie A e B, in particolare tra gli anni Settanta e Ottanta. Al tempo stesso i nerazzurri hanno messo in piedi il vero e proprio fiore all’occhiello: la cura del settore giovanile. Migliaia di ragazzi seguiti in modo attento, sano, cresciuti in un ambiente lontano da certe pressioni, sotto la preziosissima ala del leggendario Fermo – detto Milo – Favini. Da Bergamo sono usciti, negli ultimi decenni, giocatori come Scirea, Donadoni, Morfeo, Pazzini, Donati, Montolivo, Bonaventura, Conti, Caldara, Sportiello, Baselli, Zaza, Pelizzoli. Un modus operandi necessario, per salvaguardare la società grazie alla vendita – spesso a peso d’oro – dei migliori talenti, allo scopo di garantire un futuro florido nel segno della tradizione.

Milo Favini

GASP. La presenza ora continuativa in massima serie ha visto l’esplosione di un vero e proprio miracolo sportivo, grazie ai risultati di assoluto prestigio colti negli ultimi anni. Sotto la guida di Gian Piero Gasperini l’Atalanta si è inserita stabilmente nelle zone nobili della Serie A, “facendo il botto” con la qualificazione alla fase a gironi della Champions League in corso: autentico grasso che cola, tenendo sempre ben in mente l’obiettivo primario del club. Ovvero, lavorare per il presente e soprattutto per il futuro.

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