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Qui Torino – Le parole degli ex e il faccia a faccia squadra-allenatore

Il momento del Torino, prossimo avversario del Cagliari lunedì 26 novembre alla Sardegna Arena. La strategia di Mazzarri e le parole di Graziani, Pecci, Zaccarelli e Cravero.

QUI TORINO. Giorni delicati per il Toro. Non tanto per Walter Mazzarri, che nonostante i risultati altalenanti ha ancora la fiducia di dirigenza e tifosi. Quanto per il Torino intesa come comunità. Secondo La Gazzetta dello Sport, “è arrivata l’ora della confessione”. Un momento decisivo per capire obiettivi, mezzi e limiti di questo Toro a corrente alternata. Che vince 1-4 a Genova contro la Samp e perde in casa 1-2 col Parma. Per capire, insomma, chi è il vero Toro.

VERSO IL CAGLIARI. I granata, prossimi avversari del Cagliari, lunedì 26 ore 20:30 alla Sardegna Arena, si ritrovano oggi al Filadelfia per la ripresa degli allenamenti. Ci sarà, secondo la Rosea, un confronto duro tra allenatore e giocatori. A cui seguiranno dieci giorni di allenamenti durissimi, naturale conseguenza della batosta casalinga rimediata contro gli emiliani. “Basta con queste amnesie, ci sono costate troppi punti“. Parole di Mazzarri che suonano come una minaccia.

GRAZIANI. Intervistati dalla redazione milanese, alcuni ex Toro hanno detto la propria sul momento dei granata. Ciccio Graziani concorda col tecnico: “Capisco l’esigenza di Mazzarri di riunire la squadra per una riflessione collettiva e approfondita. Credo che la squadra possa competere con Lazio, Milan, Fiorentina, Atalanta e Samp, cioè il gruppo che si disputa l’Europa. Mi aspetto che Mazzarri sfrutti di più Zaza perché Belotti da solo fatica a reggere il peso dell’attacco. Ma questo Toro, con le due punte e l’inventiva di Iago Falque, può riformare la linea Sala-Pulici-Graziani“.

PECCI. Gli fa eco Eraldo Pecci: “Qualità del legno: dipende solo da questo. Mazzarri cercherà di ricavare il massimo dal suo gruppo, questo sì. Però l’azione dell’allenatore è relativa. Al Real o al Barcellona non hanno problemi di concentrazione. Serve una mentalità comune che in squadre multietniche come le nostre non è semplice da formare“.

ZACCARELLI. Renato Zaccarelli: “Ho visto dal vivo il Toro contro il Parma: che musata! Una botta che fa più male in quanto inattesa, la squadra veniva da un successo brillante e si pensava tutti che potesse confermarsi in modo da dire al campionato ‘’ci siamo anche noi per i traguardi europei’’. Adesso un richiamo ad una maggiore concentrazione può essere inevitabile e pure utile“.

CRAVERO. Roberto Cravero sottolinea invece l’anima di un Toro a due facce: “Col Parma una partita nata male, teniamone conto. Ma il confronto allenatore-giocatori è sempre un fatto positivo: determina una presa di coscienza e spesso una reazione. È giusto che Mazzarri sottolinei la sua delusione al gruppo e del resto anche a caldo era stato efficace. Però bisogna capire che a volte gli atteggiamenti mentali dei giocatori vengono condizionati da episodi positivi o negativi che possono capitare in avvio della partita. Il Toro di Marassi era stato strepitoso e magari qualcuno si è cullato sugli allori. Una volta preso il 2-0 da Inglese tutto è diventato tremendamente difficile e il Parma ha preso i tre punti“.

FERRETTI E I TIFOSI. Su Tuttosport invece, ecco l’opinione di Mirko Ferretti, storico vice di Gigi Radice: “La pressione, adesso, deve saperla superare non solo l’allenatore, che può essere abituato a queste cose, ha esperienza e antidoti. L’allenatore può anche saper reggere le pressioni, ma non basta, se poi i giocatori non ci riescono. Per cui il vero esame, oggi, è per il gruppo: e vedi se c’è gente abbastanza matura, attaccata al Toro, se c’è abbastanza unione. E se ci sono abbastanza leader, gente che trascina, che indirizza lo spogliatoio“.  Mentre sono in molti tra i lettori ad aver esposto la propria opinione sul quotidiano torinese: poche le colpe indirizzate a Mazzarri. Bersaglio più frequente, invece, la società e la qualità della rosa.

 

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