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La nuova vita di López: otto vittorie su dieci al Peñarol

L’ex allenatore rossoblù Diego López, ora tecnico del Peñarol, è in vetta alla classifica del campionato di clausura uruguaiano.

PARLANO I RISULTATI. Otto su dieci. Diego López alla guida del Peñarol sta accumulando vittorie su vittorie. E nel torneo di Clausura è in vetta alla classifica del campionato uruguaiano. “Portaci più in alto possibile“, gli avevano chiesto. E lui, assistito dal suo amico e collaboratore Michele Fini, lo sta facendo. Perché, come ha sempre ripetuto anche sulla panchina del Cagliari, “contano solo i risultati“. E lui quelli, in un modo o in un altro, li ha sempre ottenuti.

FILOTTO. Otto vittorie consecutive, cominciate dopo un pareggio contro il Racing che aveva messo in guardia i tifosi dello stadio Campeón del Siglo. Riconquistati con il filotto di successi, interrotto solo ieri contro il Club Atlético Torque. Ma cinque punti di vantaggio sulla seconda mettono comunque in cassaforte il primo posto, come riporta L’Unione Sarda. Nonostante l’uscita dalla Copa Sudamericana ad agosto abbia fatto storcere il naso a molti.

L’ADDIO. In silenzio era andato via dalla Sardegna dopo la storica salvezza raggiunta nella partita contro l’Atalanta. Lo scorso 20 maggio. Poche settimane di silenzio, forse ancora con la speranza di continuare la sua avventura sull’isola. Poi la chiamata dall’Uruguay, casa sua. Anche se Cagliari è sempre stata la sua seconda dimora: quella Curva Nord che lo ha venerato da giocatore e mai attaccato da allenatore, anche quando le cose non andavano di certo per il verso giusto. È che lui ha ringraziato, con la salvezza e con l’esultanza a partita conclusa proprio contro i bergamaschi: brandendo una bandiera uruguagia e correndo sotto la Nord.

CUORE ROSSOBLÙ. Eppure quel legame è rimasto. E i tifosi del club aurinegro, inizialmente, non hanno affatto apprezzato, come quando l’hanno attaccato sotto al post di saluto alla leggenda rossoblù Cossu, nel giorno del suo addio al calcio, rimproverandogli un rapporto ancora troppo stretto con il Cagliari. Ma López, rossoblù per una vita, capitano di tante battaglie e due volte allenatore dei sardi, quel legame non potrà mai spezzarlo. Neanche dall’altra parte del mondo.
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