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Amarcord – Le lacrime del Cobra sotto la curva rossoblù

Uno dei giorni più tristi della storia del Cagliari. Tra i protagonisti dello spareggio contro il Piacenza ci fu l’attaccante Sandro Tovalieri

Sono passati ben 21 anni, oltre 4 lustri da quella che, a detta di molti, fu la più triste pagina calcistica del Cagliari Calcio: lo spareggio contro il Piacenza.

Quel pomeriggio lo stadio San Paolo di Napoli sembrava più un’arena che uno stadio considerata la posta in palio.

Due formazioni, o meglio, ventidue gladiatori pronti a sbranarsi l’un l’altro con l’unico obiettivo di mantenere la serie A.

Spalti coloratissimi in particolar modo di rossoblù, diverse le navi partite dall’isola, e tante persone giunte in auto o in aereo e tutti speranzosi di assistere ad un’altra impresa del Cagliari.

Purtroppo la partita prese una brutta piega già dopo pochi minuti del primo tempo quando Pasquale Luiso prima, ed una sfortunata autorete di Daniele Berretta su punizione di Fabian Valtolina poi, portarono i piacentini avanti di due goal.

Un Cagliari frastornato rischiò persino di subire la terza marcatura, ma Giorgio Sterchele si superò, neutralizzando un penalty battuto dallo stesso Valtolina.

SECONDO TEMPO. Carletto Mazzone cercò di alzare la voce per rialzare i suoi e nella ripresa ci fu la reazione che portò al goal di Sandro Tovalieri. 

Il cuore di giocatori e tifosi riprese a battere speranzoso, seppur poco c’era ancora il tempo per raddrizzare l’incontro.

La speranza rimase tale fino all’89’ quando il Piacenza sfruttò la stanchezza della difesa rossoblù per realizzare il goal dell’1-3, il colpo di grazia ancora di Luiso.

Per il Cagliari fu un’amara retrocessione in serie B, a soli 3 anni da una splendida cavalcata in Coppa Uefa.

LE LACRIME. Furono in diversi a cedere alle emozioni da Muzzi, a Scugugia, ma il primo che andò sotto la cirva fu proprio Tovalieri, il Cobra.

I suoi 13 “morsi” nel solo girone di ritorno non evitarono la disfatta, ma lui, per quanto tra i meno responsabili, volle comunicare con chi quel giorno aveva fatto tanti sacrifici per poter essere presente.

“Ho fatto il massimo, ma il massimo non è bastato”, sembrava mimare con le sue mani.

Lacrime ed espressioni facciali che farebbero commuovere chiunque, anche chi, a distanza di tanti anni, riassapora quelle amare immagini.

 

 

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