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Rastelli: “ Al Cagliari ho inculcato la mentalità di vincere ovunque”

Ospite a Napoli alla rassegna annuale di Football Leader l’ex tecnico dei rossoblù ha parlato di come le squadre di provincia stiano cambiando

Massimo Rastelli, assieme al collega Davide Ballardini e all’ex tecnico del Cagliari Renzo Ulivieri, è stato ospite di Football Leader 2018, il premio nazionale Assoallenatori in programma fino a martedì, presso la sala “Mirabilis” del Hotel Royal Continental sul Lungomare di Napoli)

LE PAROLE DELL’EX TECNICO DEL CAGLIARI. “Le piccole squadre pensano a ‘scansarsi’ contro le grandi? Assolutamente no, negli ultimi anni la mentalità di tanti allenatori è cambiata. Ho allenato il Cagliari fino a ottobre, quindi sono stato il tecnico di una squadra di provincia. Ho cercato di inculcare la mentalità di vincere su ogni campo, al di là dell’avversario. Ma è normale che le qualità vengano fuori, ma oggi si vedono squadre che vanno in trasferta contro grandi squadre sapendo che anche le big possono andare in difficoltà se proponi calcio. La mentalità in Italia sta cambiando, tutto il calcio italiano ne trae giovamento”.

“La qualità di alcuni interpreti del nostro calcio è calata, in passato le scuole calcio era la strada. Un ragazzi acquisiva furbizia dalla strada, per poi migliorare quando giocava nelle rispettive squadre. Oggi trovi ragazzi in A che devi insegnargli come ricevere il pallone e la postura giusta, così da giocare subito la palla. L’aver formato tutte queste scuole calcio, tutte schematizzate, portano ad avere un certo tipo di calciatore. Nell’ultimo periodo il lavoro dell’allenatore incide molto di più, perché deve rimodellare i propri ragazzi. L’allenatore moderno conta tantissimo, poiché deve lavorare di più. Poi, è ovvio, dipende dal materiale a disposizione. E’ difficile paragonare epoche diverse, come il Milan di Sacchi al Real di Zidane. Ma il campione resta campione, non c’è differenza in questo”.

BARELLA E CRAGNO. Ritornando al Cagliari l’ex allenatore ha auspicato un importante futuro per Barella e Cragno, parlando con i colleghi di TMW: “Nicolò può essere un uomo mercato, perché è un giovane che gioca da ormai quattro anni ad alti livelli. È seguito da tante squadre d’elite e credo che possa far parte di una rosa importante. Cragno? Anche lui è pronto per il grande salto. Quest’anno ha dimostrato di essere un portiere validissimo. Nel giro di pochi anni potrà ambire a grandi palcoscenici. È molto simile a Franco Tancredi per esplosività e reattività”.

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