Cagliari, il rischio Serie B è serio…

Il Cagliari, a 7 gare dalla fine, si sveglia dal torpore e si rende conto del rischio Serie B. Calendario, numeri e condizione non sono dalla sua parte…

IL RISCHIO. Driiiin. Suona la sveglia. Cosa? Serie B? Ma tutti dicevano… Non ci credo. E invece sì, bisogna crederci ora. La Serie B è un pericolo serio e concreto. Chi l’avrebbe mai detto? Forse, tra tutti quei “il Cagliari si salverà“, “ha l’organico più forte“, “non avrà problemi nella lotta per non retrocedere“, proferiti da tanti addetti ai lavori (Zola e Capozucca solo per fare due nomi), ci siamo dimenticati che il verdetto lo dà solo e unicamente il campo.

GLI ERRORI. Puoi spendere 12 milioni per la punta. Puoi fare stadio nuovo e parlare di progetto a lungo termine. Ma se sul piano tecnico sbagli le scelte decisive il rischio è grosso. Anzi, è pure peggio se vogliamo. Perché adagiarsi sugli allori diventa semplice. Qualche punto qua e là, prestazioni altalenanti, le vittorie al momento giusto e tutto sembra andare nel migliore dei modi. Ma basta un sassolino e il fragile ingranaggio subito si rompe. E come ripararlo, se non sappiamo nemmeno come lo abbiamo costruito?

GLI AVVERSARI. Per questo il rischio è serio. Perché il Cagliari non corre più. Forse non ha mai corso o forse quanto faceva bastava prima. Ma ciò che ora propone in campo di certo non basta. Le altre (Sassuolo, Spal, Chievo, Crotone, persino Verona e Benevento), hanno fatto certamente un campionato deludente. Ma sono arrivati bene al momento decisivo. Solo nelle ultime due giornate il Chievo fino al 89′ di entrambe le gare (contro Sassuolo e Napoli) aveva sei punti in tasca, pur avendone conquistato poi uno solo. Il Sassuolo ha grattato due punti fuori casa contro Chievo e Milan. Due pareggi anche per la Spal contro Genoa e Atalanta. Tre punti per il Crotone grazie alla vittoria col Bologna, così come per Benevento (da sommare alla grande prestazione contro la Juve) e Verona, che ha fatto tre punti proprio contro Pavoletti e compagni.

CAGLIARI IN DIFFICOLTÀ. Il Cagliari invece? Tre sconfitte, contro Torino, Genoa e Verona: 0 punti, 1 gol fatto e 7 subiti. Ma non solo: si può anche perdere, ma con dignità. Parola che poco ha a che fare con le prestazioni proposte dal Cagliari nelle ultime partite, almeno a partire dal Benevento in poi, togliendo al più Lazio e, solo in parte, Genoa.

I GOL. E ancora, spingiamoci un po’ più a fondo. Nelle ultime cinque gare, in effetti, i gol sono stati un po’ di più, 5 per la precisione. Ma arrivati come? Tre i rigori trasformati da Barella, due quelli di Pavoletti arrivati contro il Benevento da calcio d’angolo al 93′ e contro la Lazio da una ribattuta grazie alla traversa colpita da Han. E tornando ancora più indietro nel tempo, prendendo in esame anche la sconfitta 0-5 col Napoli, quella contro il Chievo per 2-1 e il pareggio di Sassuolo 0-0, scopriremo che l’ultima vittoria convincente è arrivata contro la Spal ed è datata addirittura 4 febbraio. Tra l’altro l’unica del 2018 con due gol di scarto (la seconda delle due in totale del campionato): quella precedente, per dire, era un girone prima sempre coi ferraresi, 0-2 al Paolo Mazza. Prima e dopo, solo vittorie risicate e pareggi, quando non è arrivata la sconfitta.

CALENDARIO. Futuro roseo? Difficile da credere, con questi numeri e soprattutto guardando le prossime gare. Mancano 7 gare alla fine: Udinese (C), Inter (T), Bologna (C), Sampdoria (T), Roma (C), Fiorentina (T), Atalanta (C). A parte il confronto casalingo con friulani ed emiliani si tratta di scontri difficilissimi: Inter, Sampdoria, Roma, Fiorentina e Atalanta sono squadre che lottano per obiettivi europei ed è prevedibile che vendano cara la pelle. Sei punti (sempre che arrivino) nelle prossime due in casa porterebbero i rossoblù a 35: basteranno per salvare la categoria?

PAURA. Il Cagliari è in difficoltà. I numeri non sono dalla sua parte e il calendario nemmeno. La classifica parla di -2 dal Crotone e dalla Spal e -4 dal Verona. Ma non solo: arriva al rush finale nel peggiore dei modi. E fatica a fare punti proprio quando le concorrenti cominciano a ingranare. Il rischio c’è, per questo soprattutto. E lo scossone (?) del cambio solo sulla scrivania potrebbe non bastare. Servirebbe, piuttosto, un miracolo.

 

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