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Tavecchio, niente dimissioni

Tavecchio? Non si dimette“. Damiano Tommasi (Assocalciatori) è stato l’ultimo a parlare, a margine della riunione federale. “Volevo si ripartisse da zero. Era l’unica cosa che mi interessava. Il presidente federale ha detto che non si dimetterà, mentre gli altri non hanno preso alcuna posizione. Ritengo sia complicato partire da queste premesse. Dobbiamo passare dalle elezioni, ora stiamo discutendo a troppe ore dalla partita. Come consiglio federale credo che le cariche debbano essere azzerate, sarebbe il minimo e una decisione di responsabilità. Il calcio italiano ha bisogno di qualcosa di diverso“.

Doveva cominciare alle 16, ma si è fatta slittare un po’ (almeno mezz’ora) per permettere l’arrivo di tutte le parti in causa. Si è conclusa pochi minuti fa la riunione tra tutte le componenti del Consiglio Federale, convocata dal presidente Carlo Tavecchio per questo pomeriggio al fine di discutere del futuro del calcio italiano in seguito al trauma della non qualificazione ai mondiali di Russia 2018.

Il ct Ventura, che si trova a Bari, non si dimetterà ma aspetterà il licenziamento, inevitabilmente in arrivo in serata. Come successore è sempre più caldo il nome di Carlo Ancelotti, dal quale sia ieri che questa mattina, sarebbe arrivata un’apertura importante. Anche Paolo Maldini sembra indiziato per assumere un ruolo federale, ancora da capire se in campo o dietro una scrivania.

Non è arrivato invece l’addio di Carlo Tavecchio che, come si evince dalle dichiarazioni riportate da Gazzetta dello Sport, gode della fiducia della maggior parte delle componenti della Federazione. Renzo Ulivieri (rappresentate degli allenatori) in primis: “Ancelotti? Sarebbe la soluzione più semplice che piace a tutti. Il Mondiale? Non qualificarsi è un problema. Tavecchio? Ho fiducia nel programma”.

Più incerto il presidente dell’AIA (Associazione italiana arbitri), Marcello Nicchi: “La crisi dell’Italia? Come arbitri siamo tranquilli. Andremo al Mondiale e faremo bella figura. Tavecchio? Prima di prendere decisioni, vogliamo sentire le tesi di accusa e difesa”.

Anche Gabriele Gravina, presidente della Serie C, sembra voler continuare con la stessa guida: “Dimissioni Tavecchio? Non sono una nostra prerogativa. Dobbiamo far sì che questa eliminazione dal Mondiale sia l’inizio per una rivoluzione del calcio italiano”. Ultimo ad arrivare è stato Cosimo Sibilia, numero uno della LND e primo papabile sostituto di Tavecchio qualora fosse saltata la sua poltrona.

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