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Che farai da grande? – Davide Fontolan

È l’estate del 2000 ed il Cagliari è mestamente sceso in serie B dopo una disastrosa stagione, appena tre vittorie ed un ambiente carico come una polveriera già ai nastri di partenza. Né un signore come Tabarez, né un sergente di ferro come Ulivieri riuscirono a raddrizzare una situazione compromessa all’inverosimile.

Massimo Cellino chiama Gianfranco Bellotto in panchina ed il primo acquisto (a parametro zero) è Davide Fontolan. L’ex giocatore e leader carismatico di Parma, Genoa, Inter, Bologna ha 35 anni, ma ancora tanta voglia di correre e dimostrare ciò che vale. Difesa, centrocampo o attacco è indifferente: nella sua carriera ha dimostrato di saper rendere molto bene in qualsiasi ruolo.

Il buon Davide, dopo essere passato alla storia per essere stato espulso dopo uno schiaffo ad un suo compagno di squadra del Genoa (Gennaro Ruotolo) arriva in Sardegna con qualcosa da farsi “perdonare” dai tifosi rossoblù: nel 1994, infatti, realizzò al 93′ il goal che consentì all’Inter di agguantare il Cagliari sul 3-3 a San Siro, mentre nella gara di andata di Coppa Uefa siglò il vantaggio dei nerazzurri, unica sua realizzazione nelle competizioni europee.

Il suo esordio in serie cadetta è da urlo: terza giornata, al Sant’Elia si gioca Cagliari-Pescara. Gli abruzzesi sono in vantaggio grazie al goal del difensore Giacobbo. È l’ottavo minuto della ripresa e Bellotto richiama in panchina Diego Lopez per cedere il posto al biondo Fontolino. Dopo soli quattro minuti dal suo ingresso Cammarata lavora un bel pallone sulla sinistra, crossa e Fontolan di testa anticipa un difensore realizzando il pareggio. Particolare pure la sua esultanza con i pantaloncini calati.

Passano i minuti ed il Cagliari vuole vincere. A dieci minuti dalla fine Cammarata spedisce sulla traversa un calcio di rigore, ma Fontolan ha un appuntamento con il destino sette minuti dopo. Luigi Beghetto guadagna un calcio di punizione dal limite ed il nostro protagonista lo realizza mandando la palla all’angolo opposto del portiere (complice pure una leggera deviazione della barriera).

Purtroppo quella fu l’unica domenica felice di Fontolan in Sardegna. Solo 9 i gettoni accumulati, infortuni a ripetizione ed il triste culmine il 6 marzo 2001: due giorni dopo il pareggio con la Sampdoria chiede ed ottiene di parlare con il presidente rossoblù.

Sento una mancanza di rispetto nei miei confronti, non posso continuare”, con chiaro riferimento al fatto che il neo allenatore Giuseppe Materazzi lo ha lasciato in panchina per fare entrare il giovane Andrea Capone.

Davide Fontolan si ritira dal calcio e sopratutto vi si allontana definendolo “sporco ed ipocrita. Meglio insegnarlo ai ragazzi”. Dopo aver intrapreso la carriera imprenditoriale come produttore di vini e nella gestione del centro sportivo dell’Inter, La Pinetina, Davide ha realizzato il suo desiderio di insegnare il calcio ed i suoi valori ai giovani della Lainatese.

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