Domenica sera è scomparso Carlo Cogliolo, all’età di 91 anni. Insieme ad altri imprenditori, nel periodo più nero nella storia del Cagliari Calcio, salvò il club prossimo al fallimento prima della rinascita della società. Un uomo che ha messo il suo impegno concreto per garantire la permanenza nel professionismo.
Un momento difficilissimo per il Cagliari
Le esequie di Cogliolo avranno luogo domani pomeriggio – ore 16 – nella parrocchia di San Giovanni Battista a Olia Speciosa: lascia la moglie Paola e i figli Mauro, Corrado, Angelo e Sabrina. Proprio Angelo Cogliolo fu intervistato da CalcioCasteddu nel luglio 2023, una chiacchierata in cui trovò logico spazio il salvataggio societario del luglio 1987. Una pagina troppo spesso dimenticata, e che al contrario meriterebbe grande riconoscenza. Ripercorriamo brevemente i fatti dell’epoca. Il Cagliari, reduce dalla gestione di Fausto Moi, arrivò a un passo dal fallimento. Una cordata di imprenditori rilevò la società sul filo di lana, garantendo all’amministratore unico Lucio Cordeddu – in primis – il versamento di un miliardo di lire per iscrivere il club alla Serie C per la stagione 1987-88.
L’appoggio delle istituzioni locali
Il Consiglio comunale cagliaritano, in quelle ore convulse e delicatissime, si impegnò versando un ulteriore mezzo miliardo per alleggerire la pesante crisi finanziaria che da tempo affliggeva il Cagliari. Un fatto non da poco, considerando che il club fosse debitore al Comune di circa 700 milioni, in merito alla convenzione per l’utilizzo dello stadio Sant’Elia: una rielaborazione dell’accordo avrebbe consentito alla società di ripagare la cifra con tempi maggiormente diluiti.
In precedenza, anche la Regione Sardegna fece il suo rinnovando la sponsorizzazione per altri due anni, tramite il marchio FOS – Formaggi Ovini Sardi e il versamento di 600 milioni in 24 mesi. Considerando tutto, il debito del Cagliari riportato sui media galleggiava tra i 9 e i 13 miliardi di lire. Entrò nella vicenda anche Franco Carraro, allora commissario della Federcalcio: ebbe luogo infatti un meeting tra lui e l’assessore comunale allo Sport Roberto Dal Cortivo per le rassicurazioni sul buon esito della vicenda, anche per guadagnare un po’ di tempo.
Giorni febbrili
Gigi Riva affermò con dolore: “Dallo scorso agosto abbiamo bussato praticamente a tutte le porte: inutilmente“. Il nuovo direttore sportivo Carmine Longo cercò di piazzare i giocatori dalla maggiore valutazione di mercato, allo scopo di recuperare denaro prezioso. Per ricostruire la rosa all’altro neo arrivato in panchina Enzo Robotti ci sarebbe stato tempo: l’urgenza, in quel momento, era di ben altro tipo. C’era in ballo la sopravvivenza del Cagliari che, già nel dicembre 1985, vedeva accostato il proprio nome a una situazione finanziaria drammatica e alla parola “fallimento” che aleggia alla fine della catastrofica gestione Moi.
Il salvataggio del Cagliari
Poi, il miracolo. Gli imprenditori Ubaldo Caria, Carlo Cogliolo, Ennio Demontis, Vinicio Sarritzu, Gianni Simonetti e Tonino Orrù aprono pesantemente i cordoni della borsa: versano 600 milioni a testa per salvare la società.
“Sono figlio di Carlo Cogliolo, uno degli imprenditori che contribuirono a salvare il Cagliari con Sarritzu, Caria, Demontis, Simonetti e i fratelli Orrù: questi ultimi ricevettero in regalo le quote degli altri azionisti e da lì iniziò la risalita rossoblù. Mio padre è tifosissimo del Cagliari, fin da bambino. Lo è ancora oggi, a 88 anni. Si mise in società nel settore edile con Fausto Moi, il quale acquisì le quote del Cagliari da Amarugi. Moi, con una scriteriata gestione, ha rischiato di far fallire il club. Il risanamento della società l’ho vissuto in pieno: anni non positivi, da giovanissimo tifoso che aveva iniziato a seguire la squadra dal 1977 e che ascoltava sovente in casa i discorsi che riguardavano il club“, affermò Angelo Cogliolo ai nostri microfoni nel 2023.



Mi è nuovo il nome di Carlo Cogliolo, accostato poi al Cagliari. Un altro pezzo del grande cuore rossoblù. Buon viaggio in un cosmo rossoblù e, condoglianze alla famiglia.
Condoglianze 🌹🙏
R.I.P. 🙏
Condoglianze ad Angelo e a tutta la famiglia…. 🙏🙏🙏
In un periodo davvero nero questo signore contribuì pesantemente a rimettere in piedi una società calcistica che non meritava una fine così ingloriosa. Onore a lui!
Quel Cagliari valeva 100 volte di più dell’attuale compagine societaria in toto.
Condoglianze alla famiglia 🙏 grazie a lui e alla famiglia Orru’ e Company se oggi il Cagliari è ancora in serie A, ricordo bene in serie C ,ero presente a Nocera perdemmo eravamo ad un passo dalla,C2 ,poi l’hanno dopo il miracolo serie B Jelpo, Festa, Davin ,De Paola, Valentini, Giovanelli, Cappioli, Pulga, Coppola, Bernardini, Piovani,all.Ranieri,poi A
Nocerà???
Errat corrige….Nocera?
Nocera inferiore Nocera Superiore, sono comuni Campani.
Grazie Salvatore di Porto Torres che comune campano non è!
Semplicemente non mi ricordavo della Nocerina in quel campionato.
Comunque onore a Sergio. Quei campi erano veri e propri “territori di guerra” in quegli anni. Anche se Nocera non ci è mai stato nemica.
Non bisogna mai dimenticare chi ancor oggi ci permette di sognare e tifare la nostra squadra , grazie di tutto e buon viaggio.
Grazie a Carlo Cogliolo per l’impegno verso la nostra squadra.
Sentite condoglianze alla famiglia e grazie per tutto ciò che è stato fatto per la nostra amata squadra ❣️
Condoglianze alla famiglia, un grazie a quest’uomo che fu determinante per la salvezza del Cagliari. Quelli erano anni dove i proprietari delle squadre di calcio rischiavano in prima persona, le entrate erano veramente porche.